Emergenza frane a Capracotta: danni e timori per il futuro del territorio | isNews
Il sindaco Paglione fa il punto sulle criticità con cui si stanno facendo i conti a seguito della violenta ondaga di maltempo: “Servono interventi rapidi, risorse adeguate e un impegno concreto e duraturo da parte delle istituzioni”
CAPRACOTTA. La comunità di Capracotta continua a fare i conti con l’emergenza frane legata alla violenta ondata di maltempo che provocato danni ingenti al territorio. A fare il punto è il sindaco Candido Paglione, che evidenzia la necessità di interventi rapidi e risorse adeguate perché a rischio c’è il futuro del territorio.
A preoccupare è lo smottamento che da alcuni giorni sta interessando contrada Macchia. Secondo le valutazioni dei geologi, si tratta della riattivazione di una paleofrana, causata con ogni probabilità dalle eccezionali nevicate dei primi giorni di aprile e dal successivo rapido aumento delle temperature, che ha determinato un repentino scioglimento della neve e una forte saturazione del terreno.
“Il fronte franoso – spiega Paglione – ha già provocato danni rilevanti: si registrano infatti lesioni importanti a un’abitazione e a un capannone-rimessa di proprietà di un’impresa edile locale, oltre a criticità sulla strada provinciale, che al momento resta comunque transitabile. Per questo motivo, il Comune ha disposto l’immediata inagibilità temporanea e cautelativa degli immobili coinvolti”.
Oltre alla frana in contrada Macchia, l’amministrazione sta riscontrando la presenza di altri fronti franosi sul territorio comunale, che vengono costantemente monitorati, con aggiornamenti continui alla Protezione civile regionale. Il sindaco ha definito la situazione complessa, anche alla luce delle conseguenze dell’eccezionale nevicata primaverile, sottolineando la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini e delle attività produttive.
“Il Comune, attraverso il proprio ufficio tecnico e in collaborazione con quello provinciale – afferma il primo cittadino – è in costante contatto con la Protezione civile regionale per assicurare la sicurezza dei residenti e per definire con urgenza un piano di messa in sicurezza dell’area. È stato inoltre incaricato un geologo di comprovata esperienza, che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo insieme al tecnico comunale per raccogliere gli elementi utili alla progettazione degli interventi di mitigazione del rischio”.
Il sindaco pone l’accento su un altro aspetto. “Il rischio più grande – sottolinea – non è solo quello legato alla frana, ma quello che, ancora una volta, emergenze come questa possano trasformarsi in un silenzioso incentivo all’abbandono delle nostre montagne. Saremo vigili perché questo non accada. I cittadini e le imprese non dovranno sentirsi soli o, peggio, costretti a lasciare i propri luoghi perché mancano interventi strutturali e tempestivi. Per questo, la sicurezza non potrà mai diventare un alibi per giustificare lo spopolamento. Mettere in sicurezza il territorio non è solo un dovere tecnico: è una scelta politica precisa. Significa difendere il diritto delle persone a restare, a vivere e a lavorare qui. Per questo auspichiamo interventi rapidi, risorse adeguate e un impegno concreto e duraturo verso i nostri territori. Come Amministrazione comunale faremo fino in fondo la nostra parte. Ma serve uno sforzo collettivo, istituzionale, per evitare che questa situazione diventi l’ennesimo passo verso l’abbandono”.
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