Friuli Venezia Giulia

welfare, casa, lavoro e giovani per sfidare il centrodestra


Si è svolta a Udine, all’hotel Executive, nella giornata di ieri, sabato 18 aprile 2026, la sessione dei tavoli tematici della conferenza programmatica del Partito democratico del Friuli Venezia Giulia. Un momento di confronto che ha coinvolto amministratori, esperti e iscritti sui principali temi per il futuro della regione.

Sette in tutto i tavoli attivati durante la mattinata, con focus su economia, casa, inclusione sociale, sicurezza, parità di genere e giovani. La giornata rappresenta un punto di inizio. Si inserisce infatti in un percorso più ampio, avviato dal partito, per costruire il programma e un’alternativa politica in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Come sottolineato dalla segretaria regionale Caterina Conti, si tratta di un “cantiere aperto”, basato su confronto e partecipazione, che affronta temi chiave come crisi demografica, disuguaglianze, welfare e lavoro. Circa 200 i partecipanti ai tavoli tematici: le proposte raccolte saranno sintetizzate e costituiranno la base del nuovo programma politico. A rafforzare la linea anche la presenza delle parlamentari Debora Serracchiani e Tatjana Rojc. Tra i protagonisti della giornata il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi, che ha coordinato il tavolo dedicato a “Specialità regionale e territori”. Tra le priorità emerse, ha spiegato Venanzi, il rafforzamento delle competenze regionali, il ruolo internazionale del Friuli Venezia Giulia e la necessità di sostenere i piccoli Comuni.

Economia, casa e lavoro

Nel tavolo dedicato a economia e lavoro è emersa la necessità di coniugare competitività ed equità, con proposte come il salario minimo negli appalti pubblici e il rafforzamento dell’innovazione. Ampio spazio anche al tema della casa, con l’ipotesi di nuovi strumenti per facilitare l’accesso alle abitazioni, soprattutto per giovani e famiglie.

Nel corso della giornata sono intervenuti anche ospiti esterni. Tra questi il presidente di Confindustria Fvg Pierluigi Zamò, che ha toccato diversi temi economici e sociali. “Tutti noi, cosa saremo in grado di dire se la domenica dovessimo andare a piedi pur di non usare il gas russo, saremo in grado di farlo o no? Io mi iscriverò da quella parte lì”, ha affermato. Sul fronte dell’attrattività territoriale, Zamò ha evidenziato l’importanza delle politiche abitative, proponendo strumenti per favorire il rientro di lavoratori e famiglie, anche attraverso fondi dedicati e mutui agevolati. Apertura anche sul salario minimo, mentre sul tema dell’energia ha sottolineato la necessità di non escludere la ricerca sul nucleare.

Tra gli altri temi affrontati, anche il fenomeno migratorio, richiamato con un riferimento alla storia dell’emigrazione friulana, e il ruolo delle imprese come elemento di coesione sociale, con attenzione al welfare aziendale. Insomma, la rotta maestra per il Pd è tracciata. La meta? Un Friuli Venezia Giulia più inclusivo, competitivo e capace di rispondere alle esigenze dei territori, con l’obiettivo di arrivare pronti alle prossime sfide elettorali.


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