Sicilia

Intercettazioni, la Consulta respinge il ricorso del Senato contro la procura di Catania

La Procura di Catania ha legittimamente disposto ed eseguito intercettazioni ambientali nei locali in uso ad una persona che non è un parlamentare ma è membro dell’Assemblea regionale siciliana, situati in un’unità immobiliare che ospitava anche la sede della segreteria politica di una senatrice. È quanto ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza numero 47, depositata oggi, con la quale ha respinto un ricorso per conflitto di attribuzione proposto dal Senato.

Il Senato sosteneva che la Procura avesse violato l’articolo 68 della Costituzione sotto due distinti profili. Da un lato, essa avrebbe effettuato intercettazioni a carico della stessa senatrice senza richiedere l’autorizzazione preventiva del Senato, come invece prescritto dal terzo comma della disposizione costituzionale.

Dall’altro, nel momento in cui ha installato le microspie, la polizia giudiziaria avrebbe compiuto una «perquisizione» dei locali utilizzati dalla parlamentare, in assenza, anche in questo caso, di autorizzazione da parte della Camera competente, in violazione del secondo comma dello stesso articolo 68 della Costituzione.

È il processo nato dall’inchiesta Pandora, su presunte infiltrazioni mafiose e di casi di corruzione al Comune di Tremestieri Etneo, per cui la Corte Costituzionale ha sciolto il nodo intercettazione dopo il conflitto di attribuzione proposto dal Senato. Al centro del contenzioso il loro utilizzo nel procedimento davanti la Terza sezione penale del Tribunale di Catania a 12 imputati, compreso l’ex vicepresidente della Regione Sicilia e attuale assessore all’Agricoltura, il deputato regionale Luca Sammartino.

Secondo la Consulta «la Procura di Catania ha legittimamente disposto ed eseguito intercettazioni ambientali nei locali in uso a un non parlamentare», che erano «in un’unità immobiliare che ospitava anche la sede della segreteria politica» della senatrice Valeria Sudano». I due, che sono compagni nella vita e di partito, con la Lega, avevano segreterie politiche nello stesso appartamento. Il conflitto di attribuzioni sollevato da Palazzo Madama ha bloccato il processo.

Sammartino è a processo per due presunti casi di corruzione. Il 17 aprile 2024 si è dimesso da vicepresidente della Regione Siciliana e da assessore all’Agricoltura dopo essere stato sospeso dalle funzioni pubbliche dal gip di Catania per un anno. Provvedimento che è stato successivamente annullato con rinvio dalla Cassazione. Sammartino, che è stato successivamente rinominato assessore regionale all’Agricoltura, ha sempre contestato le accuse, esprimendo, con il suo legale, l’avvocato Carmelo Peluso, «piena fiducia nella magistratura».


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