Marche

«Non un traguardo ma una responsabilità rinnovata per creare opportunità per gli altri»

URBINO In uno scenario quasi natalizio con la città spruzzata di neve, nell’Aula Magna del Rettorato di Palazzo Bonaventura, l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo ha conferito il Sigillo di Ateneo a Veronica Berti Bocelli, vicepresidente della Andrea Bocelli Foundation, per il suo impegno nel campo del sociale e della solidarietà. Una cerimonia partecipata e intensa, che ha visto la presenza di autorità accademiche e istituzionali, oltre a rappresentanti del mondo culturale.

Ad aprire l’evento è stato il rettore Giorgio Calcagnini, che ha illustrato le motivazioni del conferimento della massima onorificenza dell’Ateneo. Nel suo intervento, la premiata ha posto al centro il legame profondo tra la Fondazione e il territorio marchigiano, duramente colpito dal sisma del 2016. Una presenza costante nella nostra regione quella della Fondazione che non si è limitata all’emergenza, ma che ha scelto di “mettere radici”, contribuendo alla realizzazione di strutture come la scuola media di Sarnano, il polo scolastico di Muccia, l’Accademia della Musica di Camerino e il progetto per l’IPSIA di San Ginesio.



«Ricevere il Sigillo dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo ha per me un significato che va oltre ogni riconoscimento formale – ha spiegato la Berti – perché tocca una dimensione intima e profonda del mio percorso.

Le Marche sono la mia terra, il luogo a cui sento di appartenere e da cui tutto è partito: essere accolta qui, in un contesto così ricco di storia e pensiero, mi emoziona sinceramente. Questo sigillo rappresenta per me non solo un traguardo, ma una responsabilità rinnovata: continuare a lavorare con passione, attraverso la Andrea Bocelli Foundation, affinché il “coraggio del fare” si traduca ogni giorno in opportunità concrete per gli altri».




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