Società

Studenti aggrediscono due professori a Parma, Crosetto: “Devono capire la gravità del gesto e pagarne le conseguenze”. Sasso invoca il carcere: “Integrazione dietro le sbarre”

Un gruppo di studenti ha aggredito due insegnanti davanti a un istituto scolastico di Parma. Il fatto è accaduto all’uscita delle lezioni. Secondo quanto ricostruito, i docenti sono stati accerchiati e colpiti. La dinamica esatta è al vaglio delle autorità.

La reazione politica, come era comprensibile, è arrivata immediata. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha pubblicato un post su X. Nessuna attenuante, secondo l’esponente del governo. “Non c’è giustificazione, non ci deve essere comprensione, non si può che essere duri”, ha scritto. E ha aggiunto: “Non solo nella condanna, che è scontata e doverosa, ma nelle conseguenze per tutti questi ragazzi: chi ha agito, chi ha incitato, chi ha riso, chi ha condiviso. Devono capire la gravità del gesto e pagarne le conseguenze in modo che altri capiscano che lo Stato non può accettare la violenza verso nessuno ma ancor di più verso chi lo serve, come un professore”.

Più duro il tono del deputato Rossano Sasso, capogruppo di Futuro Nazionale con Vannacci in commissione Cultura alla Camera. Sasso ha ironizzato su integrazione e accoglienza, concetti cari – a suo dire – alla sinistra. “Mi auguro che scuola e Ministero vadano oltre le solite parole dolciastre e pelose di solidarietà e che le autorità proposte sbattano in galera questi teppisti”, ha dichiarato. Il parlamentare ha invocato il carcere come luogo di studio alternativo: “Che continuino a integrarsi nelle patrie galere, anche lì potranno continuare a studiare. Sarei contento se venisse loro applicata la legge che porta il mio nome e che prevede un severo inasprimento delle pene per chiunque usi violenza fisica e verbale nei confronti di un insegnante”.

Di parere opposto Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Partito Democratico: “Atti come quelli avvenuti a Parma, sono il sintomo drammatico di un disagio e di una violenza sempre più diffusi tra i più giovani. Non possiamo limitarci alla condanna però. Servono investimenti verso le nuove generazioni. Economici e culturali. Nella scuola. Per darle strumenti e metodi diversi. Ha ragione il sindaco Guerra: siamo davanti a un problema che interroga la società intera e che merita un lavoro ed una risposta congiunta e ferma da parte delle istituzioni e delle comunità coinvolte, famiglie, docenti, studenti. La sicurezza dei docenti si costruisce investendo nella comunità educante e non lasciandoli soli di fronte a questa immane emergenza educativa”. 

Diversa la posizione della segretaria generale della Cisl Scuola, Ivana Barbacci. In una nota definisce l’accaduto “un fatto di gravità inaudita” che “merita la più ferma condanna, ma più ancora sollecita una presa di coscienza da parte di tutta la collettività, perché quando si colpisce la scuola e il suo personale si colpisce il presidio fondamentale di una civile convivenza”. Barbacci ha chiesto “alle istituzioni locali, alle famiglie e all’intera comunità di dare il massimo sostegno alla scuola”.


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