Cuba, marea in piazza per Raúl. Gli Usa: "Accordo improbabile"
La crisi cubana è entrata ieri in una nuova fase di escalation. Mentre il segretario di Stato statunitense Marco Rubio stringeva ulteriormente il cerchio attorno a GAESA, il gigantesco conglomerato controllato dai militari che domina l’economia, il regime ha reagito mobilitando migliaia di sostenitori davanti all’ambasciata americana. Sullo sfondo la paura cresce tra i cubani e, secondo un sondaggio diffuso ieri da Cuba Data, oltre il 44% della popolazione preferisce tacere su quanto sta accadendo, un’autocensura che non deriva tanto da apatia o disillusione quanto da una “valutazione pratica del rischio” in un Paese dove la repressione è il pane quotidiano.
Ieri Rubio ha annunciato l’arresto di Adys Lastres Morera, sorella della generale Ania Guillermina Lastres Morera, presidente di GAESA. Residente legale in Florida dal 2023, è stata fermata dall’Ice ed è stata espulsa dagli Stati Uniti. “Non ci sarà posto sulla Terra dove chi minaccia la nostra sicurezza nazionale possa vivere nel lusso”, ha scritto a cose fatte Rubio su X.
Parallelamente il capo della diplomazia Usa ha definito “improbabile” un accordo negoziato con il regime cubano, accusando L’Avana di voler solo “guadagnare tempo”. Rubio ha inoltre ribadito che Raúl Castro è ormai “un fuggitivo della giustizia americana” dopo l’incriminazione per omicidio.
Ma la pressione Usa sul regime continua a crescere anche sul fronte militare. L’ambasciata statunitense all’Avana ha dato oggi il benvenuto nei Caraibi alla portaerei USS Nimitz, rilanciando un video del Comando Sud che mostra l’intero gruppo d’attacco navale. Nel messaggio pubblicato sui social si sottolineano “prontezza massima, presenza, capacità letale e vantaggio strategico senza eguali” del dispositivo composto dalla Nimitz, dal cacciatorpediniere USS Gridley e dalla nave di supporto USNS Patuxent. Il video esalta “potenza, precisione e versatilità” della flotta, ricordando le operazioni della portaerei “dallo Stretto di Taiwan al Golfo Persico”. Nelle stesse ore il comando militare statunitense di Fort Buchanan, a Porto Rico, ha confermato il dispiegamento di centinaia di soldati verso una missione non specificata sul territorio continentale americano in vista di future “operazioni globali”.
Le parole di Rubio e l’attivismo militare Usa hanno provocato l’ennesima mobilitazione orchestrata dal regime. Migliaia di persone, inclusi militari, funzionari e dipendenti pubblici, hanno manifestato ieri davanti all’ambasciata Usa all’Avana nella cosiddetta “tribuna anti-imperialista”. In prima fila il presidente Miguel Díaz-Canel e diversi dirigenti in uniforme militare. “Volendo dividerci ci hanno uniti di più”, ha detto Díaz-Canel celebrando Raúl come simbolo “dell’eroismo e della dignità di Cuba”.
L’economia cubana appare però sempre più vulnerabile e la possibile uscita della canadese Sherritt International dal settore minerario dell’isola potrebbe aprire a un clamoroso ingresso della texana Gillon Capital nelle miniere di nichel e cobalto di Moa, considerate strategiche per Cuba e oggi al centro della competizione geopolitica globale sui materiali critici.
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