Marche

«Qui non c’è posto per la Tac». A pagamento? Fra tre giorni

ANCONA – Chiama al Cup per prenotare una Tac, previa prescrizione del neurologo, ma non c’è posto «né a breve, né a lungo termine» nell’ospedale dove era stata eseguita la visita specialistica. Riprova al centralino poco dopo, chiedendo un appuntamento senza l’impegnativa, ed avviene una magia: «Signora, le disponibilità sono per il prossimo lunedì, che slot di orario preferisce?».

Il paradosso

La storia arriva da Ancona e a raccontarla è la figlia di un 90enne che, tra due giorni, si sottoporrà all’esame diagnostico necessario dopo la visita neurologica effettuata lo scorso giovedì all’Inrca. «Pagheremo 100 euro, in che altro modo dovremmo fare? Del resto, anche con la visita abbiamo tirato fuori i soldi, 120 euro, altrimenti saremmo andati troppo in là con il tempo. E mio padre, che aveva urgente bisogno della visita, ha 90 anni» dice sconsolata la figlia, che si è interfacciata con il Cup ieri mattina. In mano aveva la prescrizione con la Tac alla testa da eseguire, senza liquido di contrasto, entro dieci giorni. Una prestazione con priorità breve e un ticket il cui costo può oscillare. «Ho chiamato, dicendo di avere l’impegnativa per mio padre, ma mi è stato risposto che non c’era posto all’Inrca» racconta la figlia del paziente.

Considerando l’età del padre, l’obiettivo era prenotare la Tac all’Istituto nazionale di ricovero e cura per anziani, in modo tale da poter fare tutto nella stessa struttura. «Mi è stata proposta una clinica convenzionata a Senigallia, ma papà ha 90 anni».

Spostarlo da una città all’altra avrebbe comportato per lui uno sforzo notevole. La figlia, che non si è persa d’animo, dopo qualche minuto ha richiamato il centralino. Ma questa volta non ha detto di avere la prescrizione del medico. Si è interessata per usufruire dei servizi come “privata”. «Magicamente è comparsa la disponibilità» dice l’anconetana, stupita dal cambio di rotta improvviso. «Mi è stato detto che avrei potuto prenotare per lunedì. Meravigliata, ho chiesto se l’operatore intendesse per il 25. Sì, era proprio a stretto giro». Ma non solo. «Addirittura mi è stato chiesto che orario preferissi per la Tac, perché c’erano diversi slot».

La domanda

Alla fine, l’anconetana, per non perdere tempo, ha prenotato. A pagamento. Costo pieno. «Ma mi chiedo: perché con la prescrizione non ho trovato posto e, invece, tirando fuori i soldi sì? Allora è vero che questa sanità funziona solo a pagamento. E chi non se lo può permettere che fa, non si cura?»




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