Elon Musk si scaglia contro il finale di The Boys, ma Eric Kripke esulta: “Non avrò mai una recensione migliore”
Quando una serie televisiva riesce a far arrabbiare Elon Musk al punto da strappargli una recensione pubblica, significa che ha colpito nel segno. È esattamente quello che è successo con il finale di The Boys, la serie satirica di Prime Video che per sette stagioni ha dissacrato supereroi, corporazioni e figure di potere con una ferocia raramente vista in televisione. E ora, nel suo ultimo episodio, ha preso di mira proprio il miliardario più controverso del pianeta.
La reazione di Musk non si è fatta attendere. Su X, la piattaforma social di sua proprietà, ha liquidato il finale con un secco “patetico”, riferendosi evidentemente al destino riservato a Patriota, il supercattivo della serie interpretato da Antony Starr. Nel finale, il personaggio viene privato dei suoi poteri e ridotto a supplicare per la propria vita, una caduta dall’Olimpo che ha toccato evidentemente un nervo scoperto nel proprietario di Tesla e SpaceX.
Ma la vera sorpresa è arrivata dalla risposta di Eric Kripke, il creatore della serie. Invece di difendersi o ignorare la critica, Kripke ha rilanciato il tweet di Musk con un entusiasmo quasi palpabile: “Oh mio Dio, questa è la sua recensione di quello che abbiamo fatto a Patriota, non avrò mai una recensione migliore“. Una mossa da maestro che trasforma una critica negativa in un trofeo, in un certificato di autenticità che conferma quanto The Boys sia riuscito a penetrare sotto la pelle dei potenti sui quali fa ironia.
E c’è un motivo preciso per cui Musk si è sentito punto sul vivo. Nel finale della serie compare infatti un personaggio chiamato “The Disruptor”, un ricco magnate ossessionato dallo spazio, dai tassi di fertilità della popolazione bianca e da cappellini da baseball ricamati in nero (“Dark MAGA”, vi suona familiare?). In una scena fulminante, Patriota porta questo personaggio nello spazio per quello che sembra un viaggio promozionale, salvo poi eliminarlo in orbita e tornare sulla Terra con una battuta laconica: “È un astronauta, l’ho portato nello spazio“.
Curiosamente, Musk non ha commentato questa evidente parodia della sua persona, limitandosi a criticare la resa dei conti finale con Patriota. Un silenzio che parla più di mille parole e che dimostra come anche i miliardari abbiano i loro punti ciechi quando si tratta di autoconsapevolezza.
Quando è stato chiesto a Kripke il perché del riferimento a Musk, lui ha risposto con finta ingenuità: “Cosa ti ha fatto pensare che fosse Elon Musk?“, per poi spiegare la genesi del personaggio. “L’idea del Disruptor era qualcosa che veniva proposto continuamente durante la stagione, come un bersaglio perfetto che esiste davvero nel mondo reale, ma non c’era mai stato il momento giusto per inserirlo“.
Secondo Kripke, serviva una sequenza breve che mostrasse lo stato mentale di Patriota prima della resa dei conti finale: “Avevamo bisogno di questa scena per dimostrare dove fosse la testa di Patriota per l’episodio finale, e così David ha detto: ‘Beh, facciamo entrare il Disruptor’. È stata solo una breve sequenza, ma un ultimo piccolo bersaglio satirico prima di chiudere lo show“.
La scelta di umiliare Patriota togliendogli i poteri e riducendolo a un essere vulnerabile e patetico è stata definita da Kripke come “la punizione definitiva” per un personaggio costruito interamente sull’arroganza del potere assoluto. Vedere il supereroe più forte del mondo ridotto a mendicare pietà è una sovversione completa del genere supereroistico, e il fatto che Musk l’abbia trovata “patetica” suggerisce che forse si sia identificato un po’ troppo con il personaggio sbagliato.
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