spazio aereo del Medio Oriente chiuso. Cancellati diversi voli
Mattinata ad alta tensione per l’ Aeroporto Leonardo da Vinci. Il tabellone delle partenze si è acceso di rosso: 14 cancellazioni tra arrivi e decolli e 10 dirottamenti nelle prime ore della giornata.
Una reazione a catena legata all’instabilità nello spazio aereo mediorientale.
La linea delle compagnie è netta: prima la sicurezza di equipaggi e passeggeri, poi ogni valutazione commerciale.
La scelta di ITA Airways
ITA Airways ha annunciato la sospensione dei collegamenti da e per Tel Aviv almeno fino al 7 marzo (incluso il volo AZ809 dell’8 marzo).
Non solo: gli aerei della compagnia non sorvoleranno Israele, Libano, Giordania, Iraq e Iran. Stop operativo anche ai voli da e per Dubai fino al 1° marzo.
Una decisione che amplia di fatto la “no-fly zone” su un quadrante strategico per i collegamenti tra Europa e Asia.
Effetto domino internazionale
Il blocco non riguarda soltanto l’Italia.
Il Gruppo Lufthansa Group ha sospeso i voli per Dubai, Beirut e Oman.
Air France ha cancellato i collegamenti per Tel Aviv, Riad e Beirut.
Air India ha interrotto le rotte verso il Medio Oriente.
L’ente russo Rosaviatsia ha limitato i collegamenti verso Iran e Israele.
Anche Qatar Airways e Turkish Airlines hanno rimodulato o sospeso diverse tratte dopo la chiusura di vari spazi aerei.
Il risultato è un traffico aereo ridisegnato in tempo reale, con rotte allungate, scali tecnici e voli cancellati.
Cosa devono fare i passeggeri
Per chi è rimasto bloccato a Fiumicino o deve partire nei prossimi giorni, le compagnie hanno attivato i protocolli di assistenza:
Riprotezione su voli alternativi, quando disponibili e sicuri;
Rimborso integrale del biglietto in caso di cancellazione;
Verifica preventiva dello stato del volo online prima di recarsi in aeroporto.
Le compagnie assicurano un monitoraggio costante in coordinamento con le autorità aeronautiche.
Ma con lo spazio aereo mediorientale di fatto trasformato in un’area ad alta criticità, la normalizzazione dei collegamenti appare ancora legata all’evoluzione dello scenario geopolitico.
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