Cuore bruciato, ispettori in ospedale: accertate le tensioni in sala tra le due équipe – Cronaca
BOLZANO. Bimbo morto al Monaldi di Napoli con il cuore espiantato a Bolzano e “bruciato” dal ghiaccio sbagliato. Gli ispettori del ministero sono arrivati verso le 15 di ieri al San Maurizio e ci sono rimasti per ore.
I funzionari inviati dal ministro Orazio Schillaci («doveroso fare chiarezza») stanno ricostruendo nei minimi dettagli l’iter dell’espianto e del trasporto a Napoli dell’organo. Acquisita l’intera documentazione e sentito il personale. Gli ispettori hanno accertato che è stato utilizzato ghiaccio secco (-78 gradi) al posto del normale ghiaccio tritato, e che c’è stata una vivace discussione in sala operatoria anche sul tipo di ghiaccio, ma non si sa chi alla fine abbia scelto di impiegarlo.
Gli ispettori hanno appurato che il clima in sala era molto teso, c’era stata una precedente discussione con il team di Innsbruck: gli austriaci sarebbero intervenuti per rimediare a pesanti criticità causate dall’equipe di Napoli al cuore durante l’espianto, che potrebbe essere stato lesionato. Inoltre, a complicare tutto, anche le incomprensioni linguistiche con gli austriaci che parlavano in tedesco e i campani che rispondevano in inglese.
Insomma, una catena di incomprensioni, tensioni ed errori inammissibile durante un intervento così delicato. Da accertare ancora chi abbia chiesto il ghiaccio, chi lo abbia versato nel contenitore col cuore, perché nessuno abbia controllato, e perché non siano stati seguiti i protocolli. Vista la complessità, il lavoro degli ispettori si protrae anche oggi.
Verso nuovi indagati
Gli indagati restano sette – tutti sanitari napoletani – ma il numero potrebbe salire a breve. Il Nas di Trento ha effettuato una serie di accertamenti al San Maurizio, i cui riscontri potrebbero portare al coinvolgimento di ulteriori operatori. I militari si sono fatti consegnare l’elenco di tutto il personale, di tutti i livelli professionali, coinvolto nell’intera procedura.
Sono stati sentiti gli addetti all’officina ospedaliera, con particolare riguardo alla fornitura del ghiaccio. Un oss (operatore socio sanitario), sarebbe andato a prendere quello sbagliato in officina, ma non può essere certo lui a risponderne. Il Nas di Trento ha sentito anche l’équipe di Innsbruck che ha confermato ai militari significative criticità operative a carico del team di prelievo di Napoli.
Nel mirino la procedura chirurgica con un drenaggio insufficiente durante la fase di perfusione con conseguente massiva congestione di fegato e cuore, che ha richiesto un intervento correttivo eseguito in emergenza da parte del team di Innsbruck. Quindi un’incertezza in merito alla gestione dell’anticoagulazione e ancora problematiche legate al trasporto del cuore.
Da capire se il cuore sia stato lesionato e danneggiato e se il team di Napoli, in quel momento a Bolzano, abbia comunicato al Monaldi le problematiche emerse in sala. La Procura di Napoli ha convocato tre infermieri del Monaldi, come persone informate dei fatti. E oggi sempre la Procura conferirà l’incarico ai tecnici per analizzare i cellulari sequestrati ai 7 indagati.
C’è attesa per la decisione del gip sulla richiesta di incidente probatorio. L’autopsia consentirà – infatti – di far luce sulle cause della morte del piccolo ma anche liberare la salma e consentire la celebrazione dei funerali. Emergono nuovi particolari anche sul contenitore utilizzato per trasportare a Napoli il cuore destinato a Domenico.
Si tratta, come si vede nella foto pubblicata da Repubblica, di un modello “Fiesta” di “Gio’ Style”, reperibile online a circa 30 euro, di quelli che si usano per tenere in fresco le bibite. La scritta “S. Op. C. Ch. Ped” indica il reparto: sala operatoria di cardiochirurgia pediatrica. I medici non hanno utilizzato i contenitori di ultima generazione con termostato “Paragonix ” (circa 6 mila euro, monouso), di cui il Monaldi ha tre esemplari.
Il report firmato da Michael Mayr, capo dipartimento dell’assessorato, sottolinea come la dotazione tecnica dell’equipe campana sia incompleta. «Sacche e contenitori sono stati forniti dal team di Innsbruck e dalla sala operatoria di Bolzano, insufficiente il materiale refrigerante».




