Umbria

Triathlon, da Terni a Houston per la Ironman Texas: la storia di Alessio Lulli

di Carlo Forciniti

Nuota. Pedala. Corri. Il triathlon è questo e molto di più. È dedizione pura. Spirito di sacrificio. Capacità di accettare e convivere con i propri limiti ma provare allo stesso tempo ad andare oltre. Oltre i riferimenti cronometrici e i risultati. Che contano, certo che contano, ma non dicono tutto.

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La Ironman – la gara “estrema” della disciplina di cui sopra -, è forse l’esaltazione massima del triathlon. E dal 2020 vede protagonista anche un ternano “doc”: Alessio Lulli del Triathlon Terni. Professione impiegato amministrativo, ma soprattutto nuotatore agonista “ieri” e  atleta, anzi triatleta “oggi” per passione. Che va coltivata con meticolosità. 

Approccio unico Domenica 19 aprile, Lulli ha preso parte alla Ironman Texas che si è svolta nella parte nord di Houston, lasciando in lui ricordi indelebili: «Quella di due giorni fa è stata la sesta Ironman cui ho preso parte, e per la prima volta l’ho fatta oltre i confini europei. Sono rimasto colpito dall’organizzazione e dal modo di vivere l’evento, differenti rispetto a quanto avviene da questa parte dell’oceano. Prendere coscienza di come vengono organizzati gli eventi sportivi negli Stati Uniti è stimolante. Gli organizzatori sono molto accoglienti e precisi. C’è un approccio più ludico, per certi versi più tranquillo».

La gara Di ludico, quando si gareggia in una manifestazione di questo tipo, c’è ben poco. Perché la fatica è una componente centrale per una gara che richiede uno sforzo fisico particolare. «Si nuota per 3 chilometri e 800 metri – racconta Lulli -, tra l’altro in questo caso lo abbiamo fatto senza muta che generalmente è uno strumento che permette di nuotare con più tranquillità. Poi si gareggia in bici per 180 chilometri, si chiude con una maratona di tre giri all’interno di un circuito. È stata una bellissima esperienza, su circa tremila iscritti sono arrivato 150esimo tra gli amatori. Amatori che corrono insieme ai professionisti. La cosa bella – aggiunge – è che i primi premiano gli ultimi. Un qualcosa di unico».

Passione Unica, o meglio particolare e strettamente intima come la molla che spinge Lulli a mettersi alla prova in una disciplina così dispendiosa. «Cosa rispondo quando mi dicono chi me lo fa fare? La passione, la pura passione – puntualizza -. Faccio triathlon dal 2014, poi proprio i ragazzi del triathlon di Terni mi hanno ‘spinto’ a mettermi alla prova nelle Ironman. Dietro c’è tanto lavoro. Competizioni di questo tipo vanno programmate con largo anticipo. Non è facile trovare il tempo per allenarsi ma mi alleno comunque dalle 10 alle 16 ore in settimana. La passione è la molla che spinge sempre a dare qualcosa in più. E ora? Ora l’obiettivo è quello di andare alla ricerca di una nuova gara cui prendere parte». Un’altra prova portatrice sana di adrenalina ed emozioni.

Alessio Lulli da Terni nuota, pedala, corre. Verso la prossima Ironman. Che no, non è per tutti…

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