più veloce, individua piccole lesioni tumorali e meno radiazioni
Un macchinario, moderno e più sicuro, è destinato a fare la differenza per la qualità della vita e la cura di migliaia di pazienti umbri e non solo. Un macchinario in grado di individuare in tempo piccole lesioni tumorali che in passato era difficile rilevare. Un macchinario in grado di fare una fotografia del corpo del paziente più nitida, con meno radiazioni e in tempi rapidi, permettendo di eseguire più esami in un solo giorno rispetto al passato. Un aiuto concreto per arginare il fenomeno crescente delle liste d’attesa in sanità. Questo macchinario è realtà per l’Ospedale di Perugia: si tratta di una Tac di ultima generazione acquistata dalla Fondazione bancaria Perugia — rappresentata dal Presidente Alcide Casini e dal Presidente Onorario Carlo Colaiacovo — e donata all’Azienda Ospedaliera di Perugia con accordo sottoscritto dall’Università degli Studi di Perugia, rappresentata dal Rettore Massimiliano Marianelli,dalla Presidente Stefania Proietti, dalla Direttrice Regionale Salute e Welfare Daniela Donetti e dall’Azienda Ospedaliera di Perugia, con il Direttore Generale Antonio D’Urso.
L’Azienda Ospedaliera di Perugia ha garantito l’installazione in autunno e la piena integrazione nei percorsi clinico-assistenziali nel rispetto dei criteri di sicurezza, appropriatezza e continuità operativa. L’accordo prevede verifiche a uno, due e tre anni dall’entrata in funzione della TAC, valutando l’impatto sulla capacità diagnostica, sulla riduzione dei tempi d’attesa, sull’attrattività del sistema sanitario regionale e sugli indicatori scientifici e formativi, con la possibilità di condividere i risultati attraverso report pubblici congiunti.
Focus sul macchinario: come funziona e quali patologie
La TAC acquisita rientra tra le soluzioni più avanzate oggi disponibili, basate su tecnologia “Photon Counting”, come il modello Naeotom Alpha sviluppato da Siemens Healthineers, e rappresenta un salto tecnologico senza precedenti nella diagnostica per immagini. Questa innovazione consente una qualità delle immagini estremamente superiore, grazie alla capacità di analizzare singolarmente i fotoni dei raggi X, permettendo di distinguere con grande precisione tessuti, vasi sanguigni e strutture ossee. Le potenzialità sono straordinarie: si rende possibile una diagnosi estremamente precoce, anche per lesioni di dimensioni minime, con un impatto decisivo soprattutto in ambito oncologico.
Dal punto di vista clinico e organizzativo, i benefici sono rilevanti: la tecnologia consente una riduzione significativa delle radiazioni, fino a circa un sesto rispetto alle TAC tradizionali, e un minor utilizzo del mezzo di contrasto, rendendo l’esame più sicuro e accessibile anche per pazienti fragili. A ciò si aggiunge una rapidità di esecuzione eccezionale, con scansioni total body effettuabili in pochi secondi, elemento che permette di aumentare il numero di esami giornalieri e migliorare la gestione delle urgenze. L’integrazione dell’intelligenza artificiale rappresenta un ulteriore punto di forza: il sistema è in grado di supportare i medici nell’analisi delle immagini, migliorare l’accuratezza diagnostica e consentire un monitoraggio nel tempo dell’evoluzione delle patologie e dell’efficacia delle terapie.
Particolarmente innovativa è anche la possibilità di eseguire esami senza che il paziente debba spogliarsi, grazie alla capacità del sistema di leggere attraverso indumenti e materiali, con evidenti vantaggi in termini di comfort, rapidità e accessibilità. Le applicazioni cliniche sono estremamente ampie e spaziano dall’oncologia alla diagnostica cardiovascolare, neurologica, pneumologica e osteoarticolare, rendendo questa tecnologia un vero moltiplicatore di capacità per l’intero sistema sanitario. In prospettiva, l’introduzione di una TAC di questo livello contribuisce non solo a migliorare la qualità delle cure, ma anche a rafforzare l’attrattività del territorio e a posizionare l’Ospedale di Perugia tra i centri più avanzati a livello nazionale ed europeo.
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