Allarme gioco d’azzardo: a forza di “grattare” gli anziani si mangiano tutta la pensione – Bolzano
BOLZANO. «Prima 2 euro, poi 3, 5, 10, 15… e a forza di “grattare” se ne va tutta la pensione. Li vedo, gli anziani, buttare via così i soldi sperando nella svolta della vita. E mi piange il cuore».A parlare è Alfred Ebner – segretario dei pensionati Cgil – : «In Alto Adige il numero degli ultrasessantacinquenni con problemi di dipendenza è in crescita. A questa età la ludopatia è problema serio, è dimostrato – infatti – come sia più complicato ricostruire una nuova stabilità emotiva ed economica una volta perduti tutti i risparmi».
Ebner: «Manca la volontà politica di dire basta»
Per Ebner da una parte lo Stato (164,6 miliardi) e la Provincia (50 milioni tra lotto, lotteria e altri giochi) incassano, dall’altra i costi del disagio ricadono su tutti noi. «Parlo di sociale, sanità e giustizia. Costi pesantissimi che superano di gran lunga le entrate fiscali. Governo e Parlamento sanno cosa occorre fare. Le richieste sono sul tavolo, così come i numeri. Ciò che manca è la volontà politica per frenare questo mercato incontrollato. Per questo al momento serve avere almeno un controllo rigoroso del gioco e un divieto di pubblicità. Che sia reale».
Circa 22 mila accaniti e i familiari chiedono aiuto
Per uno che vince, milioni restano a secco. «Con relativi problemi per tutta la famiglia. Ed i figli costretti a intervenire». Il sindacalista sciorina i numeri. In provincia di Bolzano l’azzardo ha superato la soglia del miliardo di euro. Gli accaniti sono un esercito: circa 7.000 le persone dipendenti dal gioco d’azzardo più altri 12.000 dediti al cosiddetto gioco eccessivo, una sorta di dipendenza comportamentale che impedisce di resistere all’impulso. «L’indebitamento porta alla crisi dei rapporti familiari, a depressione, sindromi da dipendenza, aumento della microcriminalità locale. Sempre più le persone che ci chiedono aiuto, disperati i familiari che ci chiedono a chi chiedere sostegno per uscirne».
Dove e a chi rivolgersi, il sostegno debitori Caritas
Giocatori e famigliari possono rivolgersi ai servizi ambulatoriali dell’Azienda sanitaria (Servizi per le Dipendenze).Importante il sostegno Caritas. La direttrice Beatrix Mairhofer parla di un doppio impegno. «Da una parte la consulenza debitori affronta i problemi economici di chi gioca (0471 304380) dall’altra offriamo un sostegno mirato alla persona». Petra Priller – responsabile consulenza debiti – parla di circa mille persone seguite l’anno, una trentina per problemi di azzardo. «A Bolzano, l’assistenza ambulatoriale e la riabilitazione per i pazienti da gioco patologico sono affidate all’ambulatorio dell’associazione Hands. In Val Venosta (Silandro), la consulenza psico-sociale di Caritas offre consulenze e informazioni per pazienti e familiari. Ricordiamo inoltre l’assistenza residenziale in comunità terapeutica per persone con gioco d’azzardo patologico offerta nel Centro terapeutico “Bad Bachgart”».




