Marche

L’omicidio di Niko, dopo l’arresto di Bellini affiorano i suoi gravi problemi psichici: domani l’udienza di convalida


ASCOLI Nell’inchiesta sulla morte del barbiere Niko Tacconi di 34 anni, ucciso domenica sera, al culmine di una lite sfociata in accoltellamento nel quartiere di Borgo Solestà, prende corpo l’ipotesi di una possibile non imputabilità di Emanuele Bellini arrestato per il delitto. Il 54enne, attualmente detenuto nel carcere di Marino del Tronto, è accusato di omicidio volontario e resistenza a pubblico ufficiale. Tuttavia, su di lui grava un provvedimento di interdizione disposto dal Tribunale di Ascoli Piceno, legato alle sue condizioni psichiatriche che potrebbero rivelarsi un elemento potenzialmente decisivo ai fini penali e processuali secondo la difesa.

Il quadro clinico

Il quadro clinico di Bellini era da tempo monitorato. In un primo momento gli era stato affiancato un amministratore di sostegno, ma il successivo aggravarsi delle sue condizioni di salute aveva indotto il giudice a disporne l’interdizione, ritenendolo non più in grado di provvedere autonomamente ai propri interessi. Emanuele Bellini era seguito dal centro di salute mentale dell’Ast, dal Sert e dai servizi sociali del Comune, in un percorso assistenziale coordinato e condiviso. Un elemento che oggi assume particolare rilievo riguarda quanto avvenuto pochi giorni prima del delitto. Il 16 aprile, appena tre giorni prima della tragedia, infatti, si sarebbe tenuta una visita collegiale alla quale hanno partecipato i medici del centro di salute mentale, gli specialisti del Sert e le assistenti sociali che lo seguono, proprio per valutare le condizioni complessive di Bellini. Gli inquirenti stanno ora verificando anche la compatibilità dello stato di salute dell’indagato con il regime carcerario. Bellini, assistito dall’avvocata Alessandra Morganti, comparirà domani mattina alle 9 davanti al giudice per le indagini preliminari per la convalida dell’arresto, mentre nelle prossime ore potrebbe essere disposta l’autopsia sul corpo di Niko Tacconi. Un passaggio decisivo per chiarire con esattezza le cause della morte maturata in pochi minuti a causa di tre coltellate. Domenica scorsa, il barbiere di 34 anni, si trovava con alcuni amici nei pressi del bar Musical, in via Verdi a Borgo Solestà. Alcuni messaggi ricevuti sul telefono avrebbero innescato un confronto a distanza con Bellini, degenerato rapidamente. Intorno alle 19, Tacconi ha deciso di raggiungere l’abitazione di Bellini in via Mascagni, a pochi passi da dove si trovava. Alla base della lite ci sarebbero motivi economici, legati anche alla presenza di una donna che li sosteneva, ma non per ragioni sentimentali. Il faccia a faccia, però, ha assunto contorni tragici. Secondo quanto emerge dalle indagini, Bellini avrebbe impugnato un coltello da cucina colpendo il giovane tre volte, all’addome, al collo e al fianco.

La richiesta di aiuto

Tacconi è riuscito inizialmente a chiedere aiuto facendo scattare l’allarme. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri della compagnia di Ascoli. Trasportato d’urgenza all’ospedale Mazzoni, il barbiere è morto un’ora dopo nonostante i tentativi dei medici di salvargli la vita. I militari dell’Arma hanno lavorato per tutta la notte nell’appartamento, effettuando i rilievi e sequestrando l’arma del delitto. Bellini è stato quindi condotto in caserma e arrestato, per poi essere trasferito nel carcere di Marino del Tronto, dove si trova tuttora. La tragedia ha scosso profondamente la comunità ascolana. Gli amici di Niko avevano inizialmente organizzato per questa sera alle ore 20,30 una fiaccolata che sarebbe dovuta partire da piazza Ventidio Basso, per attraversare le vie del quartiere di Borgo Solestà, i luoghi cari al giovane artigiano fino a raggiungere la casa dove abitava, ma è stata rinviata a data da destinarsi.




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