Marche

pesarese di 32 anni in prigione in Vietnam


PESARO – Da cinque mesi un pesarese di 32 anni si trova rinchiuso in una prigione in Vietnam. E’ stato arrestato per droga lo scorso autunno, ma la vicenda, dai contorni ancora non del tutto chiari, è trapelata ufficialmente solo in queste ultime ore perchè si sono mossi i canali diplomatici ufficiali che, attraverso il consolato, hanno fatto sapere che il 32enne si trova in carcere in attesa di processo. Una storia al momento con più ombre che luci: l’arresto è scattato dopo che il pesarese ha ricevuto in consegna un pacco che conteneva droga.

Contorni oscuri

Per quanto si è potuto apprendere il pesarese, che è incensurato, si trovava in Vietnam con un visto turistico che gli ha consentito un soggiorno prolungato per potersi spostare in più zone del Vietnam. Quando è stato arrestato si trovava a Da Nang, una città costiera del Vietnam centrale che conta 1,4 milioni di abitanti e che turisticamente è rinomata per le sue spiagge sabbiose. Nella sua permanenza vietnamita il 32enne avrebbe conosciuto una persona su Telegram. E qui sono iniziati i guai perché dall’Inghilterra, lo sorso novembre, è arrivato un pacco che gli era stato prospettato come un regalo. Le autorità vietnamite però stavano seguendo attentamente quel pacco e lo hanno intercettato. Conteneva droga: cocaina precisamente. Il giovane al momento della consegna si era spostato per turismo in un’altra zona del Vietnam e quando è tornato a casa dopo la visita ha trovato ad attenderlo la locale polizia.

Ammissioni

Il pesarese ha ammesso che stava attendendo un pacco. All’interno c’erano 15 grammi di coca e il 32enne è stato arrestato. Tutto ciò accadeva a novembre. Non se ne è saputo nulla fino a oggi. E’ di queste ore la comunicazione arrivata dal Consolato. Da capire anche come e se si muoveranno le autorità italiane, vista la detenzione che si prolunga prmai da diversi mesi. In Vietnam, la legge in materia di droga è tra le più severe al mondo. Sebbene ci siano state recenti riforme (nel 2025), il sistema rimane estremamente rigido e punitivo. Anche per piccole quantità le condanne possono essere comprese tra 1 e 5 anni.




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