Tentato omicidio dei fratelli in pizzeria: a novembre i primi testimoni dell’accusa

di Enzo Beretta
Aperta e subito rinviata al 17 novembre, per l’audizione dei primi tre testimoni della Procura, il processo contro tre persone accusate del tentato omicidio di due fratelli pizzaioli avvenuto in un locale di San Feliciano (Magione) nel dicembre 2023. Imputati, davanti al tribunale collegiale di Perugia composto dai giudici Angela Avila, Edoardo Esposito e Paolo Sconocchia, Bishou Milad Zaki Bebawi (egiziano di 21 anni), Moamen Alaa Eid Okasha (egiziano di 26 anni) e Manila Dolciami (perugina di 46 anni); per il compagno di quest’ultima, Elsayed Salah Kamal Soliman Mohammed, nei mesi scorsi è stata accolta la richiesta di patteggiamento a quattro anni di carcere.
Il capo di imputazione Tutti e quattro gli imputati vengono ritenuti responsabili dal pubblico ministero Franco Bettini (sostituito questa mattina dal collega Andrea Claudiani) di aver «posto in essere atti idonei e diretti in modo non equivoco a cagionare la morte di Carlo e Giuseppe Sorrentino, senza riuscire nell’intento per cause indipendenti dalla loro volontà». Il primo è stato ferito con fendenti di coltello all’addome, al petto e al polmone, «in particolare con colpi inferti da Bebawi» – è stato ricostruito – mentre Giuseppe, ex marito della Dolciami, è stato ferito durante quella sorta di spedizione punitiva all’inguine «con colpi di coltello inferti da Mohamed». Stando alla ricostruzione della pubblica accusa «Bebawi e Mohamed ponevano in essere le condotte materiali di accoltellamento dei fratelli mentre la Dolciami incitava i complici a uccidere tutti i presenti e afferrava Giuseppe da tergo, trattenendolo, in modo da consentire al complice di estrarre un coltello a lama fissa tipo pugnale e colpirlo con un fendente all’addome. Okasha – si legge ancora nel capo di imputazione – anche egli armato di coltello e partecipe all’aggressione nei confronti di tutti i presenti, tentava di colpire con tale oggetto la madre dei fratelli, sferrando uno o più fendenti all’altezza del collo e al torace della donna, senza riuscirvi in quanto interveniva la figlia a fermarlo, afferrando la mano dell’aggressore e provocandosi, in tal modo, una ferita lacero contusa alla mano».
Le accuse Le ferite riportate dai fratelli sono risultate «potenzialmente idonee a cagionare il decesso». La Procura contesta alla Dolciami «l’aggravante di aver commesso i fatti nei confronti dell’ex marito». Nel carnet delle accuse si leggono anche fatti pregressi, risalenti all’estate 2023, quando la donna – difesa dagli avvocati Claudio Cimato e Francesca Caroselli – aveva «provocato lesioni alla spalla, al polso e alla mano di Giuseppe Sorrentino, con il quale è in corso una separazione, buttandolo a terra con una spinta». L’uomo sarebbe stato anche minacciato di morte. Durante la notte tra il 15 e il 16 agosto 2023, invece, rivolgendosi al fratello Carlo, la donna avrebbe detto «Non ti preoccupare, questa cosa la risolviamo presto. A te e a quella faccia di m… ti faccio ridere io, non ti preoccupare».
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