Metà degli studenti dell’Anconetano punta su un liceo: i tecnici vanno male
ANCONA L’eco del calo della popolazione studentesca, a causa della drastica riduzione delle nascite in Regione, arriva fino al capoluogo. Un baby crash che ha avuto degli effetti devastanti, provocando una diminuzione importante. Si è passati, infatti, dai 4.541 alunni iscritti alle prime classi nell’anno 2024/2025 ai 4.259 previsti per il 2026/2027. Una flessione importante: si tratta di 282 unità in due anni.

Il calo
Sono diverse, tuttavia, le riflessioni che emergono dai dati sulle iscrizioni diffusi dall’Ufficio scolastico regionale, e non riguarderebbero solamente la diminuzione del numero degli studenti. Il dato più importante riguarda il fatto che i licei (classico, scientifico e linguistico) continuano a essere la scelta preferita dalla maggior parte degli studenti. Più della metà di loro, infatti, ha deciso di iscriversi in un istituto di questo tipo.
La quota
Essi mantengono dunque la leadership, con una quota di quasi il 53% della popolazione studentesca totale. Dopo una sostanziale stabilità tra il 2024/25 e il 2026/27, tuttavia, anche qui si annuncia un calo significativo per l’anno scolastico 2026/2027. Ci saranno infatti 133 iscritti in meno: si tratta di un calo del 6% rispetto all’anno precedente. Un altro aspetto interessante, coerente con quanto già successo in passato, è il declino, ormai costante, degli istituti tecnici. L’anno scorso le iscrizioni erano già diminuite di 79 unità (quasi il 5% in meno) e, per il 2026/2027 si prevede un’ulteriore perdita di 46 studenti (-3%). Una vera e propria erosione, che non accenna a fermarsi.
Gli istituti professionali presentano il trend più variabile: dopo aver subito un forte calo nel 2025/2026, perdendo circa il 9% degli iscritti, cominciano pian piano a risalire la china nel 2026/27, portando gli allievi iscritti al 12.42% della quota totale (parliamo di un +5.59%).
Calandoci nell’analisi istituto per istituto, i dati sui futuri studenti nelle scuole superiori della provincia non fanno che confermare questa tendenza. In uno scenario complessivo in calo, emergono forti differenze tra i singoli istituti. Alcune scuole registrano incrementi rilevanti, andando in netta controtendenza rispetto al dato provinciale. Il caso più evidente è quello del Vittorio Emanuele II di Jesi che segna l’aumento più consistente, con quasi 24 iscritti in più. La crescita dell’istituto è sostenuta quasi interamente dal boom del liceo delle scienze umane, in particolare dall’opzione economico sociale. La buona tenuta di iscrizioni a questi due indirizzi compensa ampiamente il calo del liceo classico che, invece, è più in sofferenza. Un andamento simile anche al Rinaldini di Ancona, storico liceo classico del capoluogo. Anche qui il forte aumento delle iscrizioni allo Scienze Umane riesce a sostenere i numeri, che invece sono più in difficoltà nell’indirizzo tradizionale. Nel capoluogo saldo positivo anche al Galilei, trainato dallo scientifico tradizionale.
L’istituto che registra la flessione più marcata, con 48 iscritti in meno, è L’IIS Cuppari di Jesi. Qui si vede con chiarezza quanto i tecnici siano in difficoltà: ci sono 27 iscritti in meno all’indirizzo amministrazione, finanza e marketing e 18 in meno nel settore Turismo. Male anche il Savoia-Benincasa, dove la perdita di 46 studenti è quasi interamente riconducibile al crollo delle Scienze Applicate, un indirizzo che in questo istituto passa da oltre 62 a poco più di 24 iscritti.




