Ballarin, porto e turismo per risollevare la Riviera. È alta l’attesa per una nuova amministrazione capace di visione
Una Riviera che ha bisogno di risollevarsi di ritrovare quell’identità bella e forte che i semplici numeri – la quarta città delle Marche per abitanti – da troppo tempo non sono in grado di garantirle. È con questa speranza che molti sambenedettesi si avvicinano alle urne, sperando che i due principali candidati sindaci siano in grado di avere una visione, dare speranza e, soprattutto, mettere a terra, concretamente, progetti e fatti.
I nodi
Ballarin, stoccaggio del gas, la vasca di colmata, il Parco Marino e Villa Rambelli sono alcuni dei progetti di ampio respiro – che fanno molto rumore peraltro, sui quali i cittadini discutono e discuteranno anche pubblicamente, chiamando i tre aspiranti primi cittadini a dare risposte che non siano in politichese ma chiare e, una volta che uno di loro sarà eletto, capaci di essere portate avanti e concluse. C’era una volta quando gli amministratori venivano giudicati sui programmi e si affannavano: tanto poi nessuno si ricordava più di quei foglietti. Stavolta, sarà perché ci si deve cominciare a concentrare sui nodi, la memoria sarà più lunga. Ce ne sono appunto di importanti come quelli citati ma è a monte che i candidati dovranno lavorare: intercettare i fondi.
Da sempre è scarsa la capacità della città. Manca un “ufficio reperimento quattrini”. Un po’ come la famosa storia della schedina: nessuno la gioca e magari c’è pure chi pretenderebbe di vincerla. Poi certo quei soldi vanno spesi, bene, con oculatezza. C’è chi sostiene che vincendo la destra si creerebbe una filiera tra le due città più grandi del Piceno, con la Regione e il Governo; chi, invece, guarda al di là: con la sinistra a prevalere San Benedetto potrebbe ancora una volta essere una sorta di città capace di anticipare gli intendimenti futuri, anche nazionali.
La concretezza
Resta il fatto, più terra terra che la città è piena di buche, mancano i parcheggi, la viabilità è bloccata senza una circonvallazione per valorizzare Statale e lungomare, sollevando quest’ultimo dall’essere una tangenziale. E poi ci sono la pesca e il turismo. Quell’oro nero che per anni ha fatto girare l’economia. Oggi i negozi chiudono, gli affitti schizzano e gli hotel diventano abitazioni di lusso. Per ripartire servono capacità e ottimismo.




