al risveglio arrestati per furto aggravato due fratelli di 36 e 46 anni e un 23enne
FANO Una storia più di disperazione che di delinquenza. I tre protagonisti vivono per strada e hanno pensato di passare una notte nell’ambulatorio pediatrico del Santa Croce di Fano per avere un lettino comodo, un bagno, la doccia. La mattina sono stati scoperti e sono finiti in manette per furto aggravato.
La brutta sorpresa
Venerdì mattina, quando la funzionaria dell’ospedale Santa Croce di Fano ha aperto gli uffici, ha trovato una brutta sorpresa.
La porta dell’ambulatorio era divelta. All’interno c’erano tre uomini che erano ancora addormentati quando hanno sentito il trambusto. Stavano cercando di andarsene. Per fortuna nessun contatto ravvicinato con il personale, ma è stato dato subito l’allarme al numero unico di emergenza 112. Sul posto sono intervenuti immediatamente i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Fano.
I militari hanno fermato i tre uomini e dalla perquisizione ai loro zaini è spuntato fuori il nuovissimo computer portatile dell’ambulatorio e il mouse. Così sono stati arrestati in flagranza di reato con l’accusa di furto aggravato per il fatto di aver preso l’oggetto con violenza sulle cose. Per loro anche l’accusa di interruzione di pubblico servizio in quanto venerdì scorso in ambulatorio erano previsti degli esami pediatrici audiometrici, tutti annullati a causa di questo fatto. Si tratta di tre persone senza fissa dimora, due fratelli di 36 e 46 anni che gravitano su Fano, disoccupati. Il terzo è un 23enne originario della Basilicata. Personaggi già noti alle forze dell’ordine in quanto hanno problemi di tossicodipendenza e alcolismo.
Una situazione di indigenza e disperazione tale da spingerli a commettere furti per vivere e procurarsi la dose di droga. Anche il furto in ospedale sarebbe stato dettato dalla disperazione e dall’opportunità che si era creata. Per loro ci sono già condanne per furto e processi pendenti.
Dopo la notte nelle celle di sicurezza della caserma di Fano, ieri mattina, nonostante la giornata di festa, per loro si sono aperte le porte del Tribunale in quanto sono stati portati davanti al giudice per il rito direttissimo. Hanno spiegato di aver trovato la porta dell’ambulatorio aperta e di non averla forzata. L’obiettivo era solo quello di dormire sotto un tetto e potersi lavare. Erano difesi dall’avvocato Jacopo Saccomani del foro di Ancona.
Il divieto di dimora
Il più giovane ha detto che non sapeva nulla del furto, l’unico suo interesse era poter stare più comodo e non dormire in strada. L’arresto è stato convalidato e il legale ha chiesto un termine a difesa per definire la strategia e il rito processuale da scegliere. Il giudice ha disposto il divieto di dimora nel territorio di Pesaro Urbino. Udienza rinviata al primo giugno.




