«Mattarella? È da fucilare». Un post del consigliere Liverani (scritto dieci anni fa) finisce nel mirino

SENIGALLIA In campagna elettorale non si fanno sconti ed è caccia agli scheletri nell’armadio. Come il post di Marcello Liverani contro il presidente della Repubblica che, in realtà, non era affatto nascosto ma pubblico sui social. L’aveva scritto circa una decina di anni fa, spiega lui. Non era ancora consigliere comunale delegato al cerimoniale e presidente della commissione bilancio.
Il post incriminato recita così: «Ai tempi della guerra il traditore Mattarella sarebbe stato messo al muro e fucilato per alto tradimento». È stato rispolverato da Paolo Battisti, capolista del Movimento 5 Stelle in occasione del 25 aprile. «Olivetti non riesce neanche a rispettare la sacralità di una festa che per noi italiani, tutti, anche quelli di destra, ha significato pace e libertà – dice Battisti -. Olivetti non può riuscire a cogliere il significato di questa celebrazione, perché nella sua squadra ha accolto signori come Liverani, che tempo fa scriveva su Facebook la frase sopra riportata.
E non importa in quale contesto l’abbia scritta. Quello che è agghiacciante è l’idea che ha della massima istituzione repubblicana. Il rispetto per il Capo della Stato è tutto in un Paese civile e democratico. Liverani è stato fatto da Olivetti addirittura cerimoniere della città di Senigallia, cioè colui che ci dovrebbe rappresentare tutti in determinate occasioni. Ecco, così si divide la città e ci si odia solo».
Marcello Liverani, candidato nella civica Noi con Olivetti, non intende replicare a Battisti. Laconico dice solo: «la risposta arriverà il 25 maggio».




