Valbisagno, ipotesi cabinovia al posto dello Skymetro: la proposta del Politecnico di Milano

Genova. Una cabinovia per la Valbisagno. Sarebbe questa la soluzione suggerita al Comune di Genova dal Politecnico di Milano, incaricato dall’amministrazione di redigere uno studio sulla mobilità nella vallata. Dopo il no allo Skymetro, quindi, se le indiscrezioni dovessero essere confermate, un’altra infrastruttura che guarda in alto e che – sebbene si tratti solo di una proposta – è destinata a far discutere.
I rumors indicano la ricetta del team diretto dal professore Pierluigi Coppola in una cabinovia con piloni, come ne esistono in alcune grandi città: a Tiblisi in Georgia, a Ecatepec in Messico, nell’Île-de-France (area metropolitana di Parigi), o come quella che l’azienda italiana Leitner costruirà a Queenstown, in Nuova Zelanda.
In particolare, nei dintorni della capitale francese, l’impianto Câble C1 collega Villeneuve-Saint-Georges, Limeil-Brévannes e Valenton alla stazione della metropolitana Créteil-Pointe du Lac. E, come si legge sul sito dell’azienda che gestisce la mobilità, è stato scelto per via di strade congestionate, grandi “tagli urbani” anche a causa dell’orografia, linee bus rallentate, quartieri isolati. Caratteristiche che si trovano anche in Valbisagno.
Così, mentre l’amministrazione comunale sta ancora cercando di risolvere la questione della funivia per forte Begato – si sta verificando la percorribilità di sostituire l’appalto già assegnato per l’impianto da Principe a Begato con uno ridotto da Granarolo al forte – all’orizzonte spunta, almeno in forma ipotetica, un altro impianto a fune. Tecnologia che, peraltro, era già stata presa in considerazione in passato, proprio per la Valbisagno.
Lo studio del Politecnico, affidato per una cifra di poco superiore ai 100mila euro, avrebbe dovuto essere già pronto entro il 30 gennaio, ma come spiegato oggi in consiglio comunale dall’assessore alla Mobilità Emilio Robotti, che ha risposto a un’interrogazione della Lega, servirà ancora qualche settimana.
“È vero che la determinazione dirigenziale dava come scadenza il 30 gennaio, ma non si tratta di una deadline non superabile, tant’è vero che l’équipe del professor Coppola, del Politecnico di Milano, ha chiesto ulteriore tempo proprio per vedere se sia possibile andare a individuare una soluzione complessiva per la mobilità in Valbisagno”.
“Lo studio io l’ho visto, lo presenteremo entro fine marzo – ha confermato la sindaca Silvia Salis a margine di un evento ai musei di Nervi – è molto ambizioso, moderno e sostenibile. È un lavoro fatto molto bene che condivideremo ovviamente con la nostra maggioranza e col territorio, perché ci sono elementi che possono far parte di un percorso partecipato“.
Nell’offerta tecnico-economica per l’affidamento dello studio si parlava proprio di “incontri con l’amministrazione e gli stakeholder locali per la condivisione delle soluzioni progettuali adottate e dei risultati delle valutazioni, nonché per il recepimento di istanze e la co-progettazione di soluzioni alternative”. Pare quindi di capire che ogni eventuale passaggio con le realtà del territorio avverrebbe in futuro.
L’idea funivia potrebbe essere l’unica messa sul tavolo o parte di una serie di diverse soluzioni con diversi impatti. Fino a oggi l’ipotesi più accreditata era quella di una sorta di “asse di forza potenziato” su gomma, con più corsie riservate per i futuri bus elettrici e soluzioni per compensare la perdita di parcheggi, quello che in gergo tecnico si chiama Bus rapid transit. D’altra parte proprio nelle ultime ore l’assessore Massimo Ferrante ha confermato che le modifiche chieste dal centrodestra in Valbisagno per non disturbare la viabilità privata rimarranno lettera morta, visto che non sono mai state proposte formalmente al ministero.
La funivia sarebbe, invece, un sistema di trasporto in sede propria, come il tram o lo Skymetro, ma con tempistiche più rapide per i cantieri e con costi certamente inferiori rispetto alle due soluzioni citate. Per dare un’idea, la cabinovia che sarà realizzata a Queenstown coprirà un percorso di 8 chilometri per un costo pari a 200 milioni di euro, mentre lo Skymetro sarebbe costato quasi 600 milioni per i 6,9 chilometri tra Brignole a Molassana.




