Presunti appalti truccati a Crotone: gli indagati avrebbero nascosto le carte delle tangenti in altri uffici
Spuntano nuovi uffici a Crotone nella disponibilità degli indagati dell’operazione “Teorema”, dove «era stata occultata la documentazione» riconducibile alle società “Sinergy Plus”, “Kreosolution” ed “ÈImpresa”, destinatarie degli appalti pubblici sulla base dei presunti accordi illeciti stretti con Fabio Manica, ex vicepresidente della Provincia.
Lo mette nero su bianco la gip del Tribunale di Crotone, Assunta Palumbo, nell’ordinanza con la quale l’altro giorno ha disposto cinque misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta che ipotizza l’esistenza di un’associazione a delinquere che negli anni 2023- 2025 avrebbe lucrato a colpi di mazzette sugli interventi affidati dall’ente intermedio e dai Comuni di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cirò Marina.
In carcere sono finiti lo stesso Manica e Giacomo Combariati, titolare solo sulla carta della “Sinergy Plus” di fatto amministrata dall’ex vicepresidente; ai domiciliari i tecnici Luca Bisceglia e la consorte Rosaria Luchetta; il divieto di dimora nel Crotonese è scattato per l’avvocato Francesco Manica, fratello di Fabio. Le investigazioni, che coinvolgono in tutto venti persone, sono venute alla luce il 31 marzo quando la Guardia di Finanza di Crotone ha eseguito il sequestro d’urgenza di beni per 400 mila euro.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale
Source link




