Rischio paralisi delle filiere, anche il padovano verso lo stop

Anche il settore dell’autotrasporto padovano si avvia verso il fermo nazionale dei servizi, una decisione maturata dopo settimane di richieste rimaste senza risposta in un contesto sempre più critico per le imprese. Una mobilitazione che rischia di avere ripercussioni significative, dal momento che l’autotrasporto rappresenta un elemento essenziale per il funzionamento delle filiere
produttive e distributive.
I numeri padovani e cause del fermo
In provincia di Padova il comparto conta 1.194 imprese di trasporto merci, che danno lavoro a 2.628 addetti (elaborazione Ufficio Studi Confartigianato Imprese Veneto su dati Unioncamere-Infocamere), numeri che testimoniano il peso strategico del settore per l’economia locale. Alla base della protesta vi sono l’aumento dei costi operativi, in particolare dei carburanti, la volatilità dei prezzi energetici e la progressiva compressione dei margini, fattori che stanno mettendo a dura prova la sostenibilità economica delle imprese del comparto. «Siamo di fronte a una situazione che non può più essere affrontata solo con misure emergenziali – ha dichiarato oggi 19 aprile il presidente di Confartigianato Imprese Padova, Gianluca Dall’Aglio – gli aumenti del carburante stanno colpendo in modo pesantissimo le nostre imprese di autotrasporto e questo è anche il risultato di un’assenza di visione di lungo periodo sul tema energetico e logistico che denunciamo da tempo. Senza una strategia chiara e strutturata, continueremo a rincorrere le emergenze senza mai risolverle».
Costi straordinari senza strumenti di compensazione
Confartigianato sottolinea come le risorse annunciate a livello nazionale, pur rappresentando un primo segnale, non siano ancora operative, mentre le imprese continuano a sostenere costi straordinari senza strumenti concreti di compensazione. «Le imprese non chiedono privilegi, ma condizioni che permettano di lavorare – ha proseguito Dall’Aglio – è necessario intervenire subito con misure efficaci per sostenere la liquidità, ma allo stesso tempo serve un cambio di passo: politiche energetiche stabili, strumenti certi e una maggiore attenzione a un settore che è strategico per l’intera economia. Senza autotrasporto, il Paese si ferma davvero, con effetti su imprese e cittadini».
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