Marche

«Subito una legge che tuteli il Made in Italy». Patron Tod’s è tornato a parlare dell’inchiesta per caporalato


SANT’ELPIDIO A MARE Il messaggio di Diego Della Valle è tanto semplice, quanto chiaro e diretto: fare in fretta e bene una legge che tuteli il made in Italy. Il patron del colosso della moda ha parlato oggi a Milano, durante delle collezioni uomo Tod’s. E il discorso è finito sull’inchiesta della procura di Milano che vede indagati tre suoi manager, in relazione all’ipotesi di reato di caporalato nella catena di subappalti della produzione. Tra l’altro l’inchiesta Made in Italy? di Report, in onda ieri sera su Rai 3 ha visto proprio un’intervista all’imprenditore marchigiano. 

La legge

«Quando ho invitato ‘Report’ a venire in azienda – ha detto Della Valle – l’ho fatto volentieri perché volevo che vedessero come sono fatte le aziende, come è fatto il territorio. L’azienda fa tante cose per il territorio, adesso non voglio parlare di me, ma tanti altri imprenditori fanno queste cose, facciamo vedere – è l’invito – anche la parte bella, altrimenti è un mondo orripilante». Quindi il punto fermo, la legge che tuteli il Made in Italy, «Se vogliamo risolvere queste cose – ha auspicato Della Valle – dobbiamo parlarne, si può fare molto in fretta». E poi ancora: «Bisogna capire che il piccolo artigiano non può fare nulla perché deve lavorare, come può controllare 5 punti di filiera? Quindi bisogna sedersi un attimo e capire che i piccoli imprenditori sono parte lesa e noi li dobbiamo tutelare».

Per Della Valle un aspetto è inaccettabile, e cioè «che si possa parlare di caporalato, il nostro – ha aggiunto – è un mondo di gente per bene. Questa è una legge costruita più di 20 anni fa per dei problemi veramente seri e selvaggi soprattutto nelle zone agricole di allora, ma non possiamo far raccontare in giro per il mondo che siamo delle persone che non hanno a cuore il lavoro degli altri, perché non è vero». E ha citato anche suo nonno: «Faceva il calzolaio, quindi non è che noi siamo nati sulla luna, non è proprio nella cultura degli imprenditori italiani sfruttare qualcuno. Spesso quando accadono queste cose – conclude – accadono all’insaputa delle persone che ci lavorano. Abbiamo decine di lavoratori che lavorano con noi da tre generazioni e il loro lavoro – prosegue – lo fanno onestamente e hanno una cultura umana solida». Poi l’appello finale ai colleghi imprenditori: «Consiglio ai miei amici imprenditori di invitare le persone che si occupano della legge nel loro territorio a far vedere le proprie aziende e faremo tutti – aggiunge – una gran bella figura». 

 




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »