a Pagnacco l’impianto non si farà

Il biogas a Pagnacco non si farà. Dopo una lunga trafila burocratica e amministrativa, i dubbi nati dai cittadini raccolti nel comitato No biometano sono passati da una raccolta firme in numero crescente (erano arrivati a 5300 persone) prima in Consiglio comunale (dove gran parte della minoranza si era astenuta dal voto sulla questione) e poi in Consiglio regionale. Qui è stata dichiarata l’improcedibilità e per questo è anche decaduta la richiesta di accesso a molti documenti sulla costruzione, finora mai resi disponibili al pubblico.
“Perché era una scelta scellerata”
“Gravi criticità, documentazione incompleta”
“Il progetto presentava gravi criticità e una documentazione incompleta – si scrive dal comitato No biometano –, elementi che hanno inevitabilmente condotto alla chiusura del procedimento autorizzativo”. Inizialmente l’impianto doveva essere realizzato nella parte Sud del comune; poi, viste le prime resistenze, l’azienda costruttrice aveva deciso di spostare il progetto nelle campagne tra le frazioni di Modoletto e Fontanabona, a Nord. Il comitato che spingeva per il ‘no’ ha trovato in entrambi i casi un’alleata nella sindaca Laura Sandruvi, che si è battuta a lungo e con determinazione contro la nuova centrale. Dopo la delibera, quest’ultima ha inviato un invito formale a “dichiarare il ritiro completo di qualsiasi iniziativa finalizzata alla realizzazione di impianti Fer, nel rispetto delle scelte urbanistiche, ambientali e della volontà della comunità locale”, così come l’appello al Consorzio che aveva presentato l’idea “affinché non vengano presentate nuove istanze analoghe sul territorio comunale”.
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