Gronda, ecco la strategia: partire subito con la A7 e studiare un tracciato alternativo per la A10
Genova. Partire “il prima possibile” coi lavori della Gronda, iniziando dal raddoppio della A7 e valutando nel frattempo un tracciato alternativo per la A10. È questa l’intenzione del governo che, in attesa di definire gli aspetti finanziari con Autostrade, torna a valutare lo spacchettamento dell’opera in lotti funzionali, come ha spiegato la settimana scorsa il ministro Matteo Salvini durante il question time alla Camera, in modo da avere le mani libere su più fronti.
Oggi, dopo aver riaperto il dibattito, è il viceministro Edoardo Rixi a spiegare più in dettaglio la strategia allo studio: “La parte di levante sarebbe sicuramente la prima a partire – ha detto a margine dell’assemblea di Spediporto a Genova -. Il progetto originario prevedeva un lotto unico, quindi l’avvio simultaneo di tutti i cantieri”. Ma nel frattempo sono sorti diversi problemi tecnici: la galleria in arrivo a Bolzaneto “dove abbiamo bisogno di lavori di manutenzione continui” e le criticità legate alle intersezioni nel nodo di Genova e alla realizzazione della nuova piattaforma di Genova Ovest.
Dunque la “priorità assoluta” secondo Rixi è la parte di tracciato tra Genova Est, Genova Ovest e Genova Bolzaneto che permetterà di riconfigurare tutto il nodo. Su questo troncone, interessato dai lavori preliminari del cosiddetto lotto zero che hanno già portato in dote una nuova galleria, non ci sono varianti all’ordine del giorno. Tra l’altro, come si ricordava di recente, nemmeno la parte più radicale del centrosinistra che oggi governa Genova (M5s e rossoverdi) ha alcunché da obiettare, quindi non si porrebbe nemmeno il tema politico per la sindaca Salis.
Nel frattempo, però, bisognerà anche “individuare un sistema che ci consenta, in tempi rapidi, di liberare almeno una delle due direttrici, quella tra Voltri e Genova Ovest, che ha più bisogno di interventi di rifacimento completo”. Sul raddoppio della A10, cioè la fatidica bretella Vesima-Bolzaneto, si concentra la maggior parte delle criticità, tra cui la presenza di amianto in quantità “paragonabili a quelle riscontrate nei tunnel del Terzo Valico”, sottolinea Rixi.
Torna in discussione il tracciato della Gronda a ponente
Anche per questi motivi è ancora aperta la discussione sull’opportunità di cambiare tracciato rispetto al progetto attuale, frutto del dibattito pubblico del 2009, che prevede gallerie lunghe più di 6 chilometri per bypassare tutto il Ponente genovese e sbucare direttamente a Bolzaneto con un viadotto sul Polcevera. Quattro anni fa l’amministratore delegato di Autostrade Roberto Tomasi definiva “impossibile” modificare anche un solo metro di quel percorso. Oggi invece, col progetto esecutivo non ancora firmato e i lavori fermi al palo, il ministero vorrebbe semplificare tutto per ridurre i tempi di realizzazione, le incertezze geologiche e l’impatto dei cantieri sulla città.
Un ulteriore tema citato da Rixi è il conferimento delle terre di scavo che in parte avrebbero dovuto riempire la nuova diga. In ballo c’è poi il destino di diverse aree in Valpolcevera e in zona ex Ilva che potrebbero essere liberate dalle interferenze. Ma la scelta di una variante “dovrà essere fatta d’accordo col Comune di Genova“, ribadisce il viceministro. E il vicesindaco Alessandro Terrile aveva bocciato l’idea di cambiare le carte in tavola.

Le diverse ipotesi di tracciato della Gronda
Tuttavia il dialogo principale, per forza di cose, è in piedi con la concessionaria: “È dal 2024 che scriviamo, siamo arrivati ai documenti finali che non sono stati mai prodotti da Autostrade. È evidente che abbiamo bisogno di accelerare, perché il tempo di realizzazione del vecchio progetto è sui 12-15 anni. Per cui abbiamo chiesto di fare varie ipotesi, di sottoporle al ministero e, se ci sono ipotesi più semplici e che possono partire prima, di accelerare sui lavori, perché noi non possiamo aspettare all’infinito la realizzazione delle opere“.
D’altra parte, ipotesi più semplici significa anche meno costose, visto che ad oggi le risorse necessarie per il progetto già approvato non sono nemmeno state quantificate alla luce degli aumenti. “Adesso siamo al rinnovo del piano economico-finanziario dell’azienda che è stato trasmesso a Bruxelles per un parere da parte della Commissione – ricorda Rixi -. Nelle more dell’autorizzazione vogliamo che il concessionario si prenda impegni precisi perché, ripeto, quello che a noi interessa è che le opere vengano fatte, non tanto per un vantaggio politico da parte dell’attuale governo, ma soprattutto per garantire in futuro l’accessibilità autostradale al nodo di Genova“.




