Liguria

Spediporto: “Meno burocrazia e incentivi per investimenti, così Genova tornerà strategica”


Genova. Meno burocrazia, semplificazioni amministrative, infrastrutture e capacità di esprimere una visione per i prossimi cinquant’anni perché Genova torni ad essere “uno dei grandi luoghi strategici d’Europa“. Sono le principali indicazioni emerse dall’assemblea pubblica di Spediporto, associazione degli spedizionieri che celebra gli 80 anni dalla sua fondazione in un momento quanto mai complesso a livello internazionale e con segnali contrastanti dal sistema portuale di Genova e Savona: da un lato il record storico di traffico containerizzato, dall’altro la contrazione dei trasporti su ferrovia e la crisi energetica che coinvolge soprattutto l’autotrasporto.

Celebrate our past and build our future il titolo scelto per l’evento nella Sala delle Grida del Palazzo della Borsa. Dopo la relazione del presidente Andrea Giachero, il professor Maurizio Conti, ordinario di economia politica dell’Università di Genova, ha presentato uno studio sulle possibilità offerte dalla zona logistica semplificata Porto e Retroporto di Genova e dalla zona franca doganale, i principali cavalli di battaglia di Spediporto. E una novità connessa a questi temi è stata annunciata dalla sindaca Silvia Salis: il Comune di Genova individuerà a breve 30 aree dismessi su cui realizzare nuovi insediamenti produttivi, anche cambiando la destinazione d’uso nel Puc.

Ormai è dal Covid che viviamo una situazione decisamente difficile – spiega Giachero -. Tra la pandemia, eventi geopolitici, guerre, la chiusura di Hormuz e tutte le vie di comunicazione che creano colli di bottiglia incredibili che poi si riflettono giustamente sull’economia reale. Come affrontarlo? Come facciamo da sempre: vivere attraverso un senso di adattamento continuo. Dobbiamo raccontare quello che da un po’ di anni le nostre amministrazioni stanno facendo con grande difficoltà, va raccontato in giro per il mondo. Dobbiamo far capire quello che sta facendo l’Italia, quello che sta facendo Genova in particolare con la zona logistica semplificata, con la riqualificazione del nostro aeroporto, uno scalo che presenta una pista di 3 chilometri e 150 metri che permette di atterrare a qualsiasi aeromobile, che oggi purtroppo all’estero è visto come un aeroporto da Piper: secondo me è una follia. Noi dobbiamo raccontarci, dobbiamo dire quello che stiamo facendo e dobbiamo essere coscienti che Genova ritornerà un hub strategico in Europa“.

“Alla Liguria, e in generale all’Italia, manca la possibilità di presentarsi ai mercati internazionali con strumenti di forte semplificazione amministrativa e di incentivi economici agli investimenti – rileva Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto -. Per questo le zone franche doganali e le zone logistiche semplificate possono costituire una grande forma di attrazione per investitori internazionali. Genova sta reagendo al meglio, mettendo a terra tutte le sue competenze, tutta la sua volontà di investire, tutta la sua volontà di fare sistema. Sono processi complessi da mettere in atto perché richiedono tempo e visione, richiedono concertazione, ma sentiamo intorno a noi una grande volontà della comunità pubblica e privata di guardare al futuro cercando progetti che possano dare una svolta occupazionale e non soltanto economica a questo territorio”.

Al dato record dei 3 milioni di Teu sfiorati dai porti di Genova e Savona nel 2025 si contrappone il calo dell’11,6% dei volumi trasportati su ferrovia, anche a causa di lavori e interruzioni sulla rete. “Oggi la competitività di un porto non si misura più soltanto nella capacità di servire la nave, ma soprattutto nella capacità di servire la merce“, sottolinea Giachero. Quindi “è ormai indispensabile realizzare a Genova centri di ispezione frontalieri capaci di concentrare in un unico punto i controlli sulle merci, come avviene nei grandi scali europei”.

Anche se il porto tiene, le conseguenze delle crisi internazionali sono ben visibili. I noli marittimi sono tornati a salire, sebbene lontani dai micchi del 2024. Il gasolio self in Liguria è arrivato a 2,108 euro al litro e la benzina a 1,769 euro: “Condividiamo le preoccupazioni degli autotrasportatori, non la forma di protesta e il blocco nazionale”. Allo stesso tempo, il costo per l’elettricità a carico delle imprese è tra i più alti d’Europa.

Sulla Zls il messaggio è chiaro: “Ora che tutti i passaggi sono stati adempiuti serve un piano esecutivo pluriennale di lavoro. Se non chiudiamo questo passaggio rischiamo di trovarci in una situazione paradossale: traffici marittimi che crescono, capacità terminalistiche che si rafforzano, ma quote di valore che sfuggono altrove lungo la catena. Se invece lo chiudiamo, Genova può tornare a essere non solo porta d’ingresso, ma leva di ricomposizione industriale per il Nord Ovest italiano”.

Spediporto rilancia il progetto della Green Logistic Valley in Valpolcevera: “Uno strumento potenzialmente decisivo per trasformare una posizione geografica in un vantaggio competitivo durevole – spiega ancora Giachero nella sua relazione -. La semplificazione amministrativa, la pissibilità di insediare lavorazioni, la riduzione dei tempi, la maggior integrazione fra funzioni portuali e retroportuali, il rafforzamento della vocazione internazionale del territorio possono fare la differenza. Ma conta la coerenza del disegno”.

“Una parte significativa della Blue Economy e la portualità esistono perché c’è la logistica – commenta il presidente ligure Marco Bucci -. Tutto quello che abbiamo fatto anche nelle ultime settimane assieme alla Comunità Europea a Bruxelles, assieme con la Regione Piemonte, non fa altro che dimostrare come il sistema debba essere integrato”. Gli spedizionieri vogliono meno burocrazia: “​Sapete cosa ne penso io – sorride il governatore -. È necessaria ma deve essere ridotta al minimo indispensabile e soprattutto deve essere digitalizzata. Oggi non è più accettabile che un container viaggi con un pacco di fogli. Oggi tutto il sistema deve viaggiare su una piattaforma digitale che sia in grado di gestire non soltanto la portualità, ma tutto il cosiddetto viaggio delle merci, ovverosia dalla fabbrica al cliente finale, e se vogliamo essere più aggressivi, dalla nascita della materia prima: quella che viene definita la supply chain, che oggi è l’elemento fondamentale di ogni azienda che vuole avere mercato. È il nostro campo, ed è il campo dove per secoli Genova ha avuto e la Liguria hanno avuto un grandissimo successo. Oggi lo hanno ancora e non c’è motivo per cui in futuro non si possa pensare ad avere ancora successo”.




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