Giallo di Pietracatella, parla la zia di Gianni Di Vita: “Non crediamo all’omicidio, per noi è incidente” | isNews
Le parole della madre di Laura, la parente che ospita l’ex sindaco e sua figlia Alice da quando la loro abitazione è sotto sequestro. Intanto, vista la complessità del caso è stata chiesta una proroga per la consegna dei risultati dell’autopsia
CAMPOBASSO. Giallo di Pietracatella, sulle cause della morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, avvelenate dalla ricina, parla la zia di Gianni di Vita.
“In famiglia non crediamo all’omicidio, per noi non sono state uccise, è stato un incidente” ha detto la donna, madre di Laura Di Vita, la parente che ospita l’ex sindaco e la figlia maggiore da quando la loro abitazione è stata posta sotto sequestro. Parole dette ai giornalisti mentre usciva dalla Questura di Campobasso, dove oggi è stata sentita per due ore come persona informata dei fatti.
Sua figlia Laura, ha precisato, “è tranquilla”, mentre Gianni Di Vita sta vivendo “un dolore grandissimo”. Infine sulla famiglia delle due vittime ha concluso: “Mai un problema, una famiglia normalissima”.
Gli interrogatori condotti dalla Squadra mobile infatti continuano e nei prossimi giorni potrebbero essere risentiti Gianni e sua figlia Alice. Domani, intanto, l’estrazione della copia forense dei dati presenti sul cellulare della ragazza e mercoledì a Bari l’esame dei vetrini sui campioni istologici prelevati durante l’autopsia da Benedetta De Luca, il medico legale che ha effettuato le autopsie sui corpi di madre e figlia.
La dottoressa, consulente della Procura di Larino, che indaga per duplice omicidio premeditato contro ignoti, ha chiesto un mese di proroga per la consegna dei risultati dell’autopsia, con il termine che slitta dunque a fine maggio. La proroga, ha anticipato l’Ansa, è dovuta “alla complessità del caso” e anche al fatto che la relazione da Pavia, che ha confermato l’intossicazione da ricina, è arrivata solo da pochi giorni.
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