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Venezi: “Prendo atto della decisione di Colabianchi e Fenice, serviranno chiarimenti”

“Prendo atto della dichiarazione del sovrintendente Nicola Colabianchi e della decisione della Fondazione Teatro La Fenice, che andrà comunque chiarita nelle motivazioni e a cui si dovrà rispondere in modo opportuno”. Lo dice la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi precisando in una nota “di aver appreso ieri dall’Ansa che la Fondazione Teatro La Fenice, per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi, ha deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro”.

Solo successivamente la direttrice d’orchestra Venezi, precisa la nota, “ha ricevuto una lettera formale di risoluzione della nomina. Si astiene da ogni commento sull’eleganza della forma”.

È evidente che le dichiarazioni rese dal maestro Venezi al quotidiano argentino La Nacion il 23 aprile scorso avrebbero dovuto essere lette nel contesto dell’intervista e non distorte e strumentalizzate. È stata dichiarata una idea specifica e circostanziata che non poteva essere travisata. “Mai sono mancata e mai mancherò di rispetto ai lavoratori di nessun teatro, a differenza di quanto invece ho ricevuto dai lavoratori de La Fenice negli ultimi otto mesi, che mi hanno costantemente e sistematicamente diffamata , calunniata, offesa e bullizzata, sui social, giornali, tv, in Italia e in tutto il mondo, con l’intento dichiarato di danneggiare la mia immagine professionale e conseguentemente la mia carriera” spiega la maestra.

È infatti “sufficiente scorrere la cronaca italiana e non solo, dalla fine del 2025 per constatare la reiterata comunicazione lesiva del ‘rispetto’ dovuto alla maestra Venezi” viene precisato. “In Italia essere giovane è un handicap, e poi donna un aggravante. Il mio è il successo di una ragazza di provincia che si è fatta da sola. E questo non piace alla Casta” afferma ancora.

Ieri la decisione della Fondazione

Dopo mesi di polemiche e proteste, ieri la Fondazione ha comunicato la decisione di “annullare tutte le collaborazioni future” con la direttrice d’orchestra, indicata lo scorso autunno come futura direttrice musicale del teatro. Una scelta che, spiega il sovrintendente Nicola Colabianchi, “è maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione e della sua orchestra”. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli “prende atto della decisione di Colabianchi, assunta in autonomia e indipendenza – ha sottolineato – e conferma al sovrintendente de La Fenice la sua più completa fiducia”.

La decisione arriva dopo l’ultima polemica di cui è stata protagonista Venezi, esplosa per via di una sua intervista pubblicata sul quotidiano argentino La Naciòn. “Io non ho padrini – aveva detto, rispondendo alle domande del giornalista -, questa è la differenza. Non provengo da una famiglia di musicisti. E questa è un’orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio”. Un’affermazione dalla quale Colabianchi aveva preso le distanze, dicendosi in disaccordo e sottolineando “l’ottima qualità” dei musicisti della Fenice. “Tali affermazioni – ha rimarcato ieri tramite la Fondazione -, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai professori d’orchestra”.


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