Friuli Venezia Giulia

The Other Side: Guerra e Sentimenti Universali

27 aprile 2026 – ore 14:00 – Una casa divisa a metà da una linea di confine, un’anziana coppia che dedica instancabilmente la propria vita all’identificazione e alla sepoltura dei soldati caduti e un paese lacerato dalla guerra. Sono questi i cardini tematici di “The Other Side”, lo spettacolo teatrale in scena al Teatro Bobbio di Trieste.
Ancora una volta l’argomento guerra e i suoi traumi irrompe con forza sul palcoscenico. Lo fa attraverso uno spettacolo sospeso tra allegoria e realtà, dove emergono sentimenti universali come il dolore, la paura e il desiderio di riscatto. Una guerra che potrebbe essere qualsiasi conflitto e che finisce per far riflettere su quello che, in forme diverse, continuiamo a vivere ogni giorno.

I contenuti, complessi e scomodi, sono tratti dal testo di Ariel Dorfman e raccontati attraverso una scrittura audace, densa di simboli e attraversata da una tensione costante in bilico tra tragedia ed ironia. Drammaturgo, poeta, romanziere, ma anche giornalista e docente universitario, Dorfman è noto al grande pubblico per l’indimenticabile opera teatrale “La morte e la fanciulla”. Nato in Argentina nel 1942 da una famiglia ebrea, ha trascorso gran parte della sua vita nel Cile di Pinochet. L’esperienza dell’esilio e della dissidenza ha segnato profondamente la sua produzione teatrale, sempre intrisa di sofferenza ma attraversata anche da un lucido umorismo.

“The Other Side”, commedia commissionata inizialmente dal National Theatre di Tokyo per la stagione 2003-2004, rispecchia perfettamente queste caratteristiche. Si tratta di un racconto duro e paradossale che la regista Marcela Serli, figura di spicco del teatro di ricerca, porta in scena a Trieste con grande intensità. Affidandosi all’interpretazione di Elisabetta Pozzi, Gigio Alberti e Giuseppe Sartori, la Serli riesce a restituire al pubblico tutta la ricchezza emotiva e comica del testo, senza mai attenuarne la drammatica verità. Le scenografie di Maria Spazzi ben si adattano alla drammaticità del racconto, riuscendo ad amplificare le emozioni, sospese tra razionalità e immaginazione. Le luci di Omar Scala contribuiscono a creare atmosfere evocative e distopiche, mentre i costumi di Mateijka Horvat fondono simbolismo e realismo con grande armonia.

Nelle sue note di regia, Marcela Serli scrive: “Con “The Other Side” si fa un viaggio verso l’archetipo, verso l’azione che determina un orizzonte, verso una tragedia comica, un ossimoro che evocherà i giochi malvagi della guerra, che parlerà del sopravvivere e dei confini, reali e metafisici”. “The Other Side” è infatti una riflessione profonda sui confini, geografici, politici, ma anche interiori, che sono “linee immaginarie che possono diventare barriere insormontabili “. In questo equilibrio fragile tra assurdo e realtà, tra dolore e ironia, lo spettatore è chiamato ad interrogarsi non solo su ciò che divide, ma anche su ciò che, nonostante tutto, continua a unire. Perché, alla fine, “l’altra parte” non è mai così lontana come crediamo.

Articolo a cura di Silvia Fatur




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