Cultura

morta l’ultima componente del trio, Nedra Talley Ross


È morta a 80 anni Nedra Talley Ross, ultima componente originale delle Ronettes. L’annuncio è arrivato domenica 26 aprile attraverso i canali ufficiali del gruppo. Con la sua scomparsa si chiude definitivamente la storia del trio: Estelle Bennett era morta nel 2009, Ronnie Spector nel 2022.

Nel messaggio diffuso online, Nedra Talley Ross viene ricordata come una presenza cruciale nell’identità del gruppo: la sua voce, il suo stile e il suo ruolo nella formazione, accanto alle due cugine, hanno contribuito in modo decisivo a definire un suono destinato a lasciare un segno nella storia del pop.
La sua attività musicale era iniziata in adolescenza, insieme a Bennett e Spector, tra esibizioni dal vivo e repertori di cover, passando attraverso diverse denominazioni — Darling Sisters, Ronnie and the Relatives — fino alla nascita delle Ronettes. In più occasioni aveva indicato nella madre, Susie Talley, una figura determinante per il suo percorso artistico e personale, sottolineando il peso dei legami familiari anche nella coesione del gruppo.

Dopo un primo contratto con Colpix Records nel 1961, rimasto senza esiti rilevanti, la svolta arrivò nel 1963 con l’ingresso alla Philles Records e l’incontro con il produttore Phil Spector. Fu lui a guidare la realizzazione di “Be My Baby”, singolo che raggiunse il secondo posto nelle classifiche statunitensi e divenne il brano simbolo del gruppo.
Le Ronettes pubblicarono un solo album in studio, “Presenting The Fabulous Ronettes” (1964), consolidando il successo con singoli come “Baby I Love You”, “(The Best Part Of) Breaking Up”, “Do I Love You” e “Walking In The Rain”. Il gruppo si sciolse nel 1967, dopo un tour europeo, in un contesto segnato anche dal controllo sempre più rigido esercitato da Spector.

In seguito, Nedra Talley Ross scelse di allontanarsi dal progetto per orientarsi verso la musica cristiana, proseguendo poi un’attività solista. Negli anni successivi, le Ronettes furono impegnate in una lunga battaglia legale contro Phil Spector per il mancato pagamento delle royalties, conclusa nel 2000 con una sentenza che riconobbe loro un risarcimento di 2,6 milioni di dollari.




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