Salute

Farmaci e dispositivi medici: a Pavia un centro studi sull’Intelligenza artificiale


Il ruolo del ministero della Salute e delle Regioni

Francesco Saverio Mennini, capo Dipartimento del ministero della Salute per la Programmazione, intervenuto all’inaugurazione in rappresentanza del ministero, ha affermato, preliminarmente, che poiché le patologie hanno un peso economico e sociale, la spesa sanitaria debba essere considerata non come un costo, ma come un investimento. Di conseguenza, il ministero si sta operando costantemente per incrementare la prevenzione, la diagnosi precoce, la presa in carico precoce del paziente, l’accesso più rapido a cure di qualità basate su tecnologie avanzate.

Mennini ha parlato, anche, della realizzazione di un nuovo Piano sanitario nazionale improntato alla definizione di obiettivi di salute ed ha illustrato gli aspetti di innovazione tecnologica in sanità che il Ministero della Salute sta promuovendo. Illustrando, poi, l’impegno del ministero nella formazione del personale medico e sanitario.

Guido Carpani, docente di Diritto sanitario all’Università LUISS Guido Carli di Roma, già capo di Gabinetto dei ministeri della Salute, dell’Ambiente e della Funzione pubblica, ha spiegato il percorso di come, nel corso del tempo, la responsabilizzazione delle Regioni per la gestione dei propri servizi sanitari, sia stata affidata a nuovi strumenti di controllo di una gestione minuta e più puntuale, con l’introduzione di tetti alle spese delle regioni per l’acquisto di farmaci e dispositivi medici, per l’acquisizione di prestazioni dai privati accreditati, per il personale del servizio sanitario.

Il diritto alla base della regolarizzazione dell’ IA in sanità

Dal canto suo Cristina Campiglio, prorettrice vicaria e agli Affari giuridici dell’Università di Pavia, ordinaria di Diritto internazionale, ha esposto i recentissimi sviluppi normativi in materia di dispositivi medici..

E’ stato sottolineato che l’innovazione in materia sanitaria riguarda evidentemente anche i dispositivi medici e, nello specifico, lo sviluppo di dispositivi medici sempre più “intelligenti”. Con l’avvertenza che, proprio perché basati sull’intelligenza artificiale, si tratta di dispositivi ad alto rischio, che dunque richiedono controlli particolarmente rigorosi.


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