Dfp, le audizioni. Confindustria: “Rischiamo la più grave crisi energetica della storia”
MILANO – Il Documento di finanza pubblica (Dfp) inizia il passaggio parlamentare con le audizioni alle Commissioni bilancio congiunte di Camera e Senato e l’attenzione, più che sui risultati del passato, si concentra sulle preoccupazioni del presente e dell’immediato futuro.


Allarme energia dalla Confindustria
“Se la guerra in Medio Oriente finisse oggi, l’impatto della guerra varrebbe tra 0,1 e 0,3 punti percentuali di mancata crescita”, dice la Confindustria presente con il direttore del centro studi, Alessandro Fontana. Secondo il quale con una guerra lunga potremmo trovarci “nella più grave crisi energetica della storia”.


La principale vulnerabilità del Paese, ha sottolineato, “è l’energia e rimarrà tale per anni”. Per Confindustria è decisivo avere “una strategia per superarla, con target e milestone come con il Pnrr”, un piano di emergenza condiviso per affrontare le crisi.
Prima della Confindustria, erano stati i rappresentanti di Legacoop a puntare il dito contro lo scarso spunto di crescita dal Dfp che “se da un lato evita con una modesta crescita la recessione, dall’altro non riesce a intercettare una crescita strutturale”, ragione per cui “occorre una strategia di medio periodo che tenga insieme stabilità finanziaria, crescita economica e coesione sociale”.
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