Anie: industria in calo, i settori tecnologici tengono e crescono

In un contesto di debolezza dell’industria manifatturiera italiana, i settori tecnologici tengono e crescono. È il quadro che emerge dalla nota congiunturale del centro studi di Anie Confindustria, che fotografa un sistema industriale a due velocità: in calo nel complesso, ma sostenuto dalle filiere legate alla transizione energetica e digitale. Nel 2025 il manifatturiero ha registrato una flessione dello 0,5% nei volumi di produzione. In controtendenza, elettrotecnica ed elettronica hanno chiuso l’anno con una crescita dell’1,8% nei volumi e dell’1,9% nel fatturato. A trainare è soprattutto l’elettronica (+2,7%), mentre l’elettrotecnica si mantiene su ritmi più moderati (+1,5%). La domanda interna resta il principale motore, con un incremento del 3,1%, mentre l’export è più esposto alle tensioni internazionali. Ed è proprio il quadro geopolitico a rappresentare oggi la principale incognita.
Secondo un’indagine Anie su un campione rappresentativo di imprese, il 71% opera sui mercati esteri e oltre la metà esporta anche verso il Medio Oriente. Le tensioni nell’area hanno già avuto un impatto sui costi: il 62% delle aziende segnala rincari nei trasporti, il 54% nelle materie prime e il 42% nell’energia. A questi si aggiunge un aumento dell’incertezza sugli investimenti, indicata dal 35% delle imprese. Nel breve periodo la tenuta è garantita da portafogli ordini e contratti già acquisiti, ma emergono i primi segnali di deterioramento. La logistica si conferma un nodo critico per circa il 40% delle imprese, con ritardi e difficoltà operative che complicano la pianificazione.
La durata della crisi in Medio Oriente diventa quindi decisiva. Se inizialmente il 73% delle aziende prevedeva impatti limitati in caso di rapida risoluzione, a quasi due mesi dall’inizio delle tensioni oltre l’80% si attende effetti almeno moderati e il 39% impatti rilevanti sull’attività. Il rischio è che il prolungarsi dell’instabilità finisca per incidere anche sulla domanda estera, finora relativamente resiliente, colpendo mercati strategici per il settore. Nel 2025 le esportazioni verso i Paesi del Golfo hanno raggiunto circa 2,6 miliardi di euro, in crescita di oltre il 60% rispetto al 2019, con Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita tra le principali destinazioni.
“I settori Anie hanno chiuso il 2025 con risultati positivi e i primi mesi del 2026 confermano questa traiettoria”, osserva Renato Martire, vicepresidente Anie con delega al servizio studi. “Ma l’aumento dei costi e le tensioni lungo le filiere globali rendono necessario rafforzare le politiche industriali, sostenendo gli investimenti e la competitività”.
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