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Paola Papanicolaou, dalle Olimpiadi alla finanza una carriera internazionale

Quando ti metterai in viaggio per Itaca

C’è un filo che attraversa tutta la storia personale e professionale di Paola Papanicolaou, oggi responsabile della divisione banche internazionali di Intesa Sanpaolo: è quello dell’incontro tra mondi diversi. Un intreccio che parte dalla famiglia, si consolida nella formazione e diventa metodo di lavoro in una carriera costruita tra Italia, Grecia e mercati internazionali. Un viaggio, come quello della metafora della poesia di Costantinos Kavafis, che ha valore di per sé, pur avendo in mente sempre la meta. Perché è ciò che si vive durante il percorso che ci permette di diventare ciò che saremo.

Paola Papanicolaou, che porta con sé quei versi, fa tesoro di ogni incontro, di ogni esperienza e anche di ogni errore. Figlia di padre greco, arrivato in Italia per studiare medicina, e di madre italiana che studiava per diventare biologa, Papanicolaou presto si trasferisce con la famiglia ad Atene, dove vive la sua infanzia. L’identità doppia, italiana e greca, non è mai stata vissuta come una contraddizione, ma come una risorsa. «Fin da piccola parlavo le due lingue insieme e a volte componevo frasi composite prendendo a prestito parole dell’una e dell’altra. Mi sentivo il diritto di essere entrambe le cose: italiana e greca. Dalla Grecia ho assorbito l’ospitalità, la socialità, il rispetto della storia; dalla Sicilia, dove mio nonno aveva un albergo, il contatto con culture diverse». È anche in quelle estati che nasce una naturale predisposizione per le lingue: oggi ne parla cinque – italiano, greco, inglese, francese e tedesco – e continua a studiarne di nuove. «Sto imparando serbo e croato: è un gesto di attenzione verso i colleghi, anche solo fare una battuta nella loro lingua cambia le relazioni. Inoltre leggo il cirillico. Faccio costantemente esercizi di memoria per imparare le parole di altre lingue».

La formazione

La curiosità è il tratto che segna tutta la sua infanzia: pianoforte dall’età di sette anni, danza, ginnastica artistica, nuoto agonistico. «Mi piaceva imparare cose nuove e credo che l’apprendimento non finisca mai». Una predisposizione che si traduce anche in metodo: giornate piene e studio la sera, dopo le 22.30, con la responsabilità piena delle proprie scelte.

La decisione di studiare in Italia nasce dal desiderio di una conoscenza più solida una delle sue due radici su cui si fonda la sua storia. Papanicolaou inizia l’università a Messina frequentando Economia e prosegue a Pisa, nel corso di Tecnica bancaria. È qui che incontra docenti come Roberto Caparvi, tra i primi a introdurre il tema del cash flow nel sistema bancario ed era innovativo, e dove sviluppa l’interesse per la trasformazione del settore finanziario: «Per la mia tesi mi fu chiesto di fare previsioni sul futuro del sistema bancario: un esercizio che mi ha insegnato a guardare avanti».

L’esperienza accademica si arricchisce con l’attività di assistente volontaria e la partecipazione alle commissioni d’esame. «In quel contesto impari a leggere le persone, i comportamenti e gli atteggiamenti oltre le parole. E’ una capacità che oggi utilizzo molto nei colloqui per comprendere meglio il mio interlocutore, al di là di ciò che mi racconta». Una sensibilità che si accompagna all’ammirazione per chi riesce a coniugare competenze tecniche e attenzione umana.


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