Lamezia, l’ambulanza viaggia senza medico. Si spegne tra le braccia del figlio
L’ultimo rapporto sulle performance sanitarie di Agenas, giorni fa, lo aveva conclamato con la freddezza dei dati. Ma i fatti, spesso purtroppo tragici, che vivono direttamente i calabresi sono, se possibile, ancora più rumorosi. È successo qualche giorno fa, a Lamezia Terme, che un uomo, residente a un chilometro dall’ospedale, è morto dopo essere stato colto da un malore mentre l’unica ambulanza disponibile, che arrivava da Falerna, non ha fatto neppure in tempo a giungere presso l’abitazione, superando i 30 minuti di attesa. Ambulanza, peraltro, senza neppure medico a bordo come purtroppo ci si è abituati negli ultimi anni, cosicché l’uomo è deceduto fra le braccia del figlio quindicenne al quale gli operatori dalla centrale hanno potuto giusto dargli le istruzioni via telefono sulle manovre da praticare.
Un fatto tragico, che al di là del caso specifico in sé continua ad allarmare parecchio sulle gravi carenze nella medicina d’urgenza. Poche ambulanze, pochi, quasi zero, medici a bordo, tragedie che si possono consumare anche a pochi passi dai nosocomi più vicini, si immagini, dunque, quanto la problematica sia ancora più sentita sulla pelle dei tanti calabresi delle aree interne. Tempi d’attesa medi in Calabria per l’arrivo dell’ambulanza? I peggiori di tutta Italia: a Vibo si arriva a 35 minuti, 31 a Cosenza, 30 a Catanzaro e Reggio, 28 a Crotone. Sono dati relativi al 2024, ma è realistica una loro non troppo difformità anche per l’anno corrente che sta volgendo al termine con i troppi e soliti “atavici” problemi della Sanità calabrese.
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