Witchcraft – A Sinner’s Child
Ad appena un anno di distanza dall’uscita dell’ultimo album “Idag”, i Witchcraft tornano a farsi sentire con le cinque tracce di “A Sinner’s Child”. Il nuovo EP della band svedese è composto da brani dai toni sommessi e intimi, tendenti all’acustico e piuttosto distanti dalle classiche sonorità doom e hard rock. Resta tuttavia intatta la natura vintage del progetto che, come di consueto, continua a guardare al versante più occulto e mistico degli anni ’70.

Sarebbe però un errore definire questo curioso mini-album un semplice tuffo nelle placide acque del rock d’epoca. I Witchcraft mantengono infatti pochi legami con il panorama musicale moderno, ma vantano uno stile riconoscibile e assolutamente personale, fatto di composizioni scritte con gusto e interpretate ancor meglio.
In questo lavoro emergono nuovi livelli di intensità e profondità, come ben dimostrano episodi intrisi di atmosfere folk e blues quali “Even Darker Days”, “A Sinner’s Child” e “Sinner’s Clear Confusion” (queste ultime due caratterizzate da rilassanti venature simil-lounge).
Nelle due canzoni cantate in svedese da Magnus Pelander, ovvero la sabbathiana “Drömmen Om Död Och Förruttnelse” e la funerea “Själen Reser Sig”, riaffiorano sonorità più tradizionalmente doom e proto-metal, senza tuttavia regalare particolari sussulti. Le tre tracce più atipiche per lo stile dei Witchcraft rappresentano quindi la parte più interessante di un disco che, pur nella sua brevità, offre un gradevole assaggio di possibili evoluzioni future.
Source link




