Sardegna

Cercasi mezzo milione di euro per sistemare le spiagge del Sinis, dopo i danni del maltempo

Cabras

Ponticelli e scalinate da rifare, frane e dune crollate: il sindaco di Cabras Andrea Abis chiede risorse alla Regione per riaprire le aree in sicurezza

Serve quasi mezzo milione di euro per ripristinare le infrastrutture delle spiagge del Sinis, gravemente danneggiate dalle precipitazioni che si sono abbattute nelle scorse settimane nel territorio della provincia di Oristano.

“I lavori sono fermi”, ha fatto sapere il sindaco di Cabras, Andrea Abis. “Parliamo di 400mila euro di interventi e, ovviamente, si tratta di spese non pianificate che non possiamo affrontare senza un supporto finanziario”.

L’elenco degli interventi è lungo. A Mariermi deve essere ricostruito il ponticello; nello spiaggione di San Giovanni di Sinis va rifatta la scalinata di accesso al mare. Critica la situazione della spiaggia Nord, dove la scalinata in legno ha ceduto dopo il crollo di parte della parete di appoggio.

Problemi anche nella zona ovest, lungo la strada per Tharros: l’erosione ha causato il distacco e il crollo di ampie porzioni di duna, creando uno strapiombo di diversi metri. Si segnalano inoltre il cedimento delle rampe finali delle scalinate e una fessurazione del versante lunga circa 100 metri, segno di un movimento franoso.

“Parliamo di anni di lavori andati distrutti”, ha aggiunto Abis.

“Per riaprire la spiaggia servono studi minimi”, ha precisato il sindaco. “Per ora resta valida l’ordinanza dello scorso febbraio. Sono state fatte diverse analisi, ma serve uno studio preciso, con misurazioni, che ha a sua volta un costo significativo: per questo ho chiesto il sostegno dell’assessorato ai Lavori Pubblici”.

“Sono aree demaniali pubbliche, a fruizione generale e con la presenza di beni culturali”, ha aggiunto Abis, sottolineando come si tratti di interventi che vanno oltre le possibilità del bilancio comunale: il Sinis richiama ogni anno decine di migliaia di visitatori e non può essere un solo Comune a sostenere i costi per la messa in sicurezza e il ripristino di aree utilizzate su scala ben più ampia.

Giovedì, 16 aprile 2026

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