Vestiti usati, crolla la raccolta senza bidoni per strada
“Migliorare efficienza e decoro”.
Questo l’obiettivo dichiarato dal Comune di Bolzano e dall’assessore all’ambiente Marco Carusoannunciando, da agosto 2025, l’eliminazione dei bidoni gialli per la raccolta indumenti usati dalle strade della città.
Obiettivo raggiunto? Vediamo.
A guidarci è la bussola dei numeri. Abbiamo chiesto i dati direttamente a Seab che ce li ha forniti in pochissime ore (un plauso perché una simile tempestività non è sempre la norma nello scambio di informazioni con i media). A illustrarli è l’ingegnere Andrea Girinelli, responsabile d’area servizi ambientali. “La raccolta indumenti ha registrato nel 2025 un calo del -42% passando dalle 502 tonnellate del 2024 alle 289 tonnellate del 2025. Ci aspettiamo un ulteriore calo nel 2026 visto che nei primi 3 mesi sono state raccolte 15,8 tonnellate contro le 102 dello stesso periodo nel 2025. Posto che nei contenitori stradali veniva conferita una certa quantità di altre tipologie di rifiuti è evidente che il conferimento al centro di riciclaggio è cosa che fanno un numero ridotto di utenze”.
Insomma bisogna ragionare su cosa intenda per “efficiente” il nostro Comune. Se lo traduciamo come evitare il degrado di vestiti tirati fuori e sparpagliati ai bidoni obiettivo abbastanza raggiunto. Se però si vuole puntare forte sul riuso (visto che si fanno le feste in piazze stringendo mani sotto il nome Re-Cycle), beh, di fatto si è tirata una mazzata sonora alla raccolta di vestiti. Altro che “valore del riutilizzo”. Gli esperti dicono ovunque che per fermare l’invasione del tessile va frenato l’acquisto sovradimensionato anche con il riuso. Chiaro che contrarre la raccolta va nella direzione esattamente opposta. L’aspetto positivo, però, è che aumenta la qualità del conferito: “Non sono presenti impurità” spiega Girinelli.
Tornando sul tema del degrado bisogna poi comprendere se non siamo di fronte a una vittoria di Pirro. Quel 42% di indumenti usati (e nel 2026 pare pure peggio) che adesso manca dove finisce? Ragionevolmente nell’indifferenziata andando a saturare prima livelli di riempimento di #bidoncini che spesso (eufemismo…) non sono così ampi. Così capita che cittadini svogliati e maleducati li trovino pieni prima e abbandonino i sacchetti a lato. Il degrado, insomma, non lo hai eliminato ma solo spostato in altra forma riportando anche il tema sull’adeguata offerta delle dimensioni dei bidoni in città che sono tantissimi e molto piccoli. Evidentemente non pensati a suo tempo per ospitare anche i vestiti. Anche qui sarebbe necessaria una rivisitazione di sistema più che il maquillage. Certo, la richiesta di eliminare certe brutture vicino a questi bidoni era estremamente diffusa e comprensibile. Nulla vieta, peró, sia accompagnata da un ragionamento di sistema oltre che da un semplice asporto dei cassonetti. Possibili soluzioni? Creare l’alternativa di punti di raccolta, mobili, con appuntamenti settimanali in piazza gestiti da una cooperativa o ridisegnare completamente la geografia di quantità e dimensioni dei bidoni a disposizione dei cittadini.
In chiusura una interessante riflessione dell’ingegnere Girelli sulla direzione da seguire a livello generale per gli abiti usati che, ormai da tempo, in città non è più gestita da Caritas. “Siamo ancora in attesa di un imminente (da anni..) decreto che introduca anche per queste tipologie di rifiuti la responsabilità estesa del produttore che abbia poi l’obbligo di attivare un circuito virtuoso di ritiro e recupero sostenendo i costi di tutta la filiera (tipo CONAI) coinvolgendo la rete dei punti vendita analogo a quello già in vigore per i RAEE; l’Europa ha già aggiornato la propria direttiva per cui comunque al più tardi dal 2028 questo dovrà essere realizzato comunque. In sostanza chi produce deve anche preoccuparsi di come verrà recuperato il suo prodotto una volta finito il #ciclo di vita. “Al momento il mercato è saturo ed i costi di avvio riciclaggio rimangono decisamente fuori scala se paragonati anche solo alla mera termovalorizzazione”.
E così è diventato più comodo e meno costoso il bidone normale.
✍️ Alan Conti




