Volantino accordo “Ore Covid”, la Cgil ribatte alla Cisl
Grosseto. Roberto Carletti, segretario della Fp Cgil sanità area vasta Toscana sud, risponde alla Fp Cisl sulle precisazioni per il volantino relativo all’accordo “Ore Covid”.
«Non siamo abituati ad alimentare polemiche inutili. Ma, essendo chiamati in causa da terzi – dichiara Roberto Carletti -, per rispetto ai nostri iscritti non possiamo esimerci dal fare chiarezza. Perché certe narrazioni costruite a tavolino non sono veritiere.
L’accordo sottoscritto dalla Funzione Pubblica di Cgil e Uil con la Usl Toscana sud est riguarda le ore di lavoro garantite in via eccezionale nel periodo del Covid. Ore accantonate che non potevano essere monetizzate come straordinari, perché non erano considerati tali in quanto non autorizzati preventivamente e previsti a bilancio.
Tutti sanno che sulla base di un precedente accordo l’azienda aveva concesso la possibilità di chiederne il recupero entro la fine del 2025, rimanendo a casa. Poiché in molti, soprattutto fra coloro che esercitano ruoli di coordinamento o funzioni particolari (che per contratto vedono gli straordinari assorbiti dall’indennità di funzione), hanno accumulato fino a oltre 300 ore di lavoro fuori orario nel periodo del Covid senza poterle poi recuperare, ci siamo fatti carico con responsabilità di trovare una soluzione.
L’accordo che abbiamo sottoscritto con l’azienda sanitaria, infatti – aggiunge il segretario della FP Cgil Sanità –, prevede sia la possibilità di recuperare altre ore entro il giugno 2026, oppure quella di chiedere il pagamento di un incentivo. Che è di modesta entità proprio perché non può essere giuridicamente considerato lavoro straordinario.
Troviamo pertanto curioso che chi ieri non ha firmato l’accordo, tenti oggi un po’ goffamente di attribuirsene il merito di un pezzo. E fa sorridere vedere i rappresentanti di certi sindacati stracciarsi le vesti per un accordo migliorativo dopo il silenzio assordante quando i loro livelli nazionali hanno firmato un Contratto collettivo nazionale che ha fatto perdere a tutti i lavoratori il 10% del loro potere d’acquisto.
Evidentemente, è più comodo criticare chi prova a portare a casa risultati a livello locale, piuttosto che giustificare il proprio fallimento a livello nazionale.
Infine, un’ultima precisazione: noi non vendiamo fumo e la dimostrazione sta nella chiusura di un importante accordo sui Dep (differenziali economici di professionalità), che garantisce un equo riconoscimento economico ai lavoratori.
Per tutti questi motivi – conclude Carletti -, dopo aver letto con stupore il comunicato di Cisl Fp, che afferma di aver modificato il volantino rivendicandone però i vergognosi contenuti, confermiamo la nostra decisione di interrompere le relazioni sindacali con quell’organizzazione».
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