Vogliamo centri estivi senza ingiustizie

Stanziata dalla giunta comunale, nell’ultima riunione della legislatura, la misura Tempobello: fino a 150 euro di contributo per le famiglie per i campi estivi dei bambini nel post scuola. “A breve le associazioni che vorranno candidarsi per offrire il servizio potranno farlo – ha detto la vicesindaco Lucia Tanti. Il Pd prima aveva criticato questa misura e poi aveva criticato anche il fatto che non c’era. L’importante comunque è che le famiglie abbiano una risposta alle loro esigenze e con questa giunta l’hanno sempre avuta”.
Sul tema è intervenuta anche Valentina Vaccari, candidata al consiglio comunale di Arezzo con il Partito Democratico.
“Non contro TempoBello, ma contro il metodo. Il sostegno ai centri estivi è utile. La critica era sul sistema di accesso. Un contributo sociale non può dipendere dalla velocità con cui una famiglia riesce a collegarsi online. Nel 2022 era click day. Il voucher da 150 euro si scaricava direttamente dal portale. Chi arrivava prima otteneva il buono. Chi arrivava dopo restava fuori. Il click day penalizza le fragilità. Penalizza chi lavora a turni. Penalizza chi ha meno competenze digitali. Penalizza chi non ha una connessione veloce. Penalizza chi avrebbe bisogno di accompagnamento amministrativo. L’Isee era una richiesta giusta. L’Isee serve proprio a valutare la situazione economica reale delle famiglie. Non è burocrazia inutile: è giustizia sociale. Le risorse pubbliche devono essere distribuite guardando ai bisogni. La stessa amministrazione ha poi corretto la misura. Nel 2023 compare la soglia Isee. Nel 2025 il Comune parla di Isee fino a 35.000 euro e di graduatoria. Questo dimostra che le critiche erano fondate. Il tema non è cancellare, ma migliorare. TempoBello va mantenuto. Va potenziato. Va reso più equo. Va programmato con tempi certi. Va sottratto alla logica della propaganda elettorale. Politiche familiari significa anche politiche di genere. I centri estivi aiutano i bambini ma anche le madri e i padri che lavorano. Il tema è conciliazione tra lavoro, cura e vita quotidiana. Una città che sostiene le famiglie sostiene anche l’occupazione femminile e la libertà delle donne”.
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