vittima del dovere dopo 40 anni. Il carabiniere ha vinto la causa contro il Ministero
MACERATA Quarant’anni fa fu raggiunto da un colpo di pistola al torace durante un conflitto a fuoco contro una banda criminale, ora il giudice del lavoro del Tribunale di Macerata ha riconosciuto al carabiniere, oggi 65enne in congedo che vive nel Maceratese, lo status di vittima del dovere con i relativi benefici assistenziali.
La vicenda
I fatti finiti all’attenzione del giudice Germana Russo risalgono al 1986. All’epoca il militare, 25enne, era brigadiere in servizio al Nucleo Radiomobile della Compagnia di Fano. Aveva partecipato ad una complessa indagine su un’organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti e al contrabbando di sigarette quando il 27 settembre il Radiomobile fu avvisato di uno sbarco di ingenti quantitativi di sostanze illecite a Metaurilia di Fano.
Scattò il servizio di appostamento, verso le 21 i militari raggiunsero la spiaggia, dopo che il gommone portò a riva il secondo carico fu dato l’ordine di intervenire. Il brigadiere, avvicinatosi all’arenile, intimò ad alta voce: «Fermi. Carabinieri», i contrabbandieri cercarono di scappare mentre dal mare furono esplosi colpi d’arma da fuoco, uno dei quali raggiunse il militare al torace. Ne scaturì un intenso conflitto a fuoco, terminato con l’arresto di sei banditi, due furono feriti, mentre furono sequestrati 559 chili di sigarette di contrabbando.
Nel 2014 il militare chiese di essere riconosciuto vittima del dovere per le invalidità permanenti riportate. Fu avviata una lunga e complessa istruttoria, poi nel 2019, tramite l’avvocato Maurizio Maria Guerra, presentò un mirato ricorso dinanzi al giudice del lavoro. Nella causa il Ministero dell’Interno si è costituito in giudizio eccependo l’inammissibilità del ricorso e ritenendo prescritte le richieste dell’ex militare.
Per il giudice, invece, l’ex carabiniere ha diritto ad essere riconosciuto vittima del dovere e il Ministero dovrà riconoscergli tutti i benefici economici ed assistenziali previsti dalla legge in relazione a un’invalidità complessiva pari al 44%, così come accertata dal consulente tecnico d’ufficio nominato dal giudice.




