Vibo, inchiesta Dedalo-Petrolmafie. Nessun asservimento e pressioni elettorali
Nessun asservimento e nessuna pressione sugli elettori. Sono queste le motivazioni con cui la Corte d’Appello di Catanzaro ha assolto «perché il fatto non sussiste» l’ex presidente della Provincia, Salvatore Solano, rigettando l’appello della Procura sui capi d’imputazione dai quali l’ex presidente della Provincia Salvatore Solano era stato assolto in primo grado, nell’ambito dell’inchiesta Dedalo – Petrolmafie.
E soprattutto, i giudici hanno cancellato l’unica condanna che gli era stata inflitta dal Tribunale. Solano, difeso dall’avvocato Tiziana Barillaro, era stato condannato a un anno di reclusione, con pena sospesa, per il concorso morale nelle presunte pressioni che il cugino Giuseppe D’Amico avrebbe esercitato su alcuni elettori in occasione delle provinciali del 2018. Anche su questo punto la Corte ha ritenuto non raggiunta la prova necessaria per sostenere l’accusa.
Uno dei nodi principali del processo riguardava, poi, una fornitura di bitume che la Provincia avrebbe dovuto affidare direttamente a una società riconducibile al cugino di Solano.
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