Via Carso, Comune chiede il ripristino dell’area: incognita sul destino di alberi e centralina del ristorante
Genova. E’ stato uno dei casi “mediatici” più discussi degli ultimi mesi, e con la fine dell’anno il “dossier” resta aperto con una soluzione ancora tutta da definire. Stiamo parlando dell’area in cima a via Carso, al Righi, dove il cantiere per la realizzazione della nuova centralina elettrica relativa all’ampliamento del ristorante Montallegro è fermo dal 6 novembre scorso, quando sono state riscontrate criticità alle storiche albertature della zona, risultate poi danneggiate nei lori impianti radicali proprio dagli scavi del cantiere.
Lo scorso 15 dicembre l’amministrazione civica ha depositato la richiesta di ripristino dell’area, richiesta per la quale nei prossimi giorni scadranno i termini per una eventuale risposta da parte del committente del cantiere. Le carte, ad oggi, sono già in mano alle avvocature di entrambe le parti, ed è probabile che il contenzioso andrà avanti anche i prossimi mesi. Nel frattempo, però, permane la situazione di gravissimi disagio per i residente del posto, visto che il tratto terminale di via Carso è ancora chiuso al traffico, cosa che di fatto ha determinato l’interruzione del servizio di trasporto pubblico della strada, ad oggi non ripristinabile anche in forma ridotta.
“Stiamo facendo il possibile per tutelare la cittadinanza e il patrimonio verde di questa parte di Genova – spiega a Genova24 l’assessore all’urbanista Francesca Coppola, già dalle prime settimane del suo mandato operativa su questo fascicolo – il danno che è stato accertato è ingente perchè si tratta di un’area all’interno del Parco delle Mura, e le alberature interessate sono considerate di assoluto pregio e sotto tutela del paesaggio”.
Di fatto, però, ad oggi resta il rebus su il loro destino: secondo le prime perizie effettuate nei giorni successivi la scoperta della criticità, infatti, è concreta la possibilità di un loro abbattimento per questioni di sicurezza: “Sono state tagliate molte radici – sottolinea Coppola – il danno è stato cospicuo. La zona è di interesse paesaggistico e stiamo cercando di capire come evitare un ulteriore danno alla città”. Un eventuale abbattimento dovrà quindi essere “compensato” con l’impianto di nuovi esemplari simili: su chi e sul come si dovrà procedere, ad oggi, non c’è ancora un verdetto definitivo.
A complicare la situazione anche il destino della grande centralina elettrica prevista – e approvata – nel progetto di allargamento del ristorante. Oggi la sua ubicazione è determinata all’interno dell’area parco, ma la richiesta di ripristino dell’area ingiunta dall’amministrazione civica potrebbe aprire nuovamente la partita, con (forse) la necessità di una nuova progettazione.




