Calabria

Vetustà e inerzia di chi gestisce, ecco perché oggi la Statale 106 in Calabria è una trappola

Fabio Pugliese, ingegnere, è direttore operativo dell’odv “Basta vittime sulla Strada Statale 106” che da anni monitora la pericolosità della “strada della morte” e sollecita interventi alle istituzioni. Logico chiedergli lumi sulla situazione della sicurezza del vecchio tracciato della 106, tratto per tratto.
«L’attuale tracciato della Strada Statale 106 è strutturalmente inadeguato rispetto ai volumi di traffico che oggi è chiamato a sostenere. Parliamo di un’infrastruttura concepita nel secolo scorso, quando il numero di veicoli in circolazione era infinitamente inferiore rispetto a quello attuale. Si tratta, dunque, di una strada obsoleta, che avrebbe dovuto essere profondamente rinnovata già da almeno quarant’anni. A questa criticità si è aggiunta, nel tempo, una evidente inerzia sia da parte dei Comuni, per i tratti di rispettiva competenza, sia da parte di Anas SpA. Tuttavia, ritengo doveroso evidenziare un dato positivo: nelle ultime settimane abbiamo registrato segnali concreti di cambiamento. A seguito della ripresa del dialogo con la nostra organizzazione di volontariato, Anas ha mostrato una rinnovata attenzione e una sincera disponibilità alla collaborazione nell’interesse generale. È un segnale che accogliamo con favore, ma che dovrà necessariamente tradursi in risultati concreti e duraturi».
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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