La maternità rallenta la leadership femminile
Trecentotrentamila. Tante sono le amministratrici di società under 49 nelle imprese italiane, secondo i dati 2026 di InfoCamere. Il 33,7% sul totale delle amministratrici donne in Italia e il 28% sul totale degli amministratori nella stessa fascia d’età. È questo il dato che, più di ogni altro, dimostra la presenza di una doppia disparità: di genere e d’età.
La fascia under 49, infatti, rappresenta tipicamente l’età fertile per le donne e coincide spesso con la maternità. Una fase di vita che genera rallentamenti, interruzioni o in alcuni casi fuoriuscite dal mondo del lavoro. Ma solo per le donne. Gli uomini, infatti, diventando padri, vanno incontro a un incremento di carriera e di reddito, tanto da parlare di un vero e proprio “premio di paternità” (contrapposto alla “motherhood penality”). Un riconoscimento che, come dimostrato dal premio Nobel per l’economia, Claudia Goldin, cresce con l’età, soprattutto tra i laureati e che pesa direttamente sul divario retributivo tra madri e padri.
L’andamento dell’ultimo decennio
Confrontando i valori nell’ultimo decennio, si nota come il numero complessivo di donne under 49 che ricoprono cariche amministrative nelle società sia diminuito del 24%, passando da 434.815 nel 2017 a 330.111 nel 2026, appunto. Ma l’incidenza percentuale della presenza femminile resta stabile. I dati rilevati da InfoCamere vengono confermati inoltre dall’Indagine Istat 2025 sull’occupazione da cui si evince che il lavoro indipendente femminile (ovvero: imprenditrici, autonome, libere professioniste), cresce al crescere dell’età anagrafica: dalle 301mila lavoratrici indipendenti tra i 15 e i 34 anni si passa alle 650mila tra i 50 e i 64 anni.
«I dati del Registro delle Imprese mostrano come la leadership femminile under 49 sia una componente strutturale del nostro sistema: nonostante una contrazione numerica fisiologica, notiamo una tenuta della quota di amministratrici donne in settori strategici come l’istruzione e i servizi, mostrando una resilienza che sfida gli stereotipi» commenta Paolo Ghezzi, direttore generale di InfoCamere.
Settori e geografie della leadership femminile
Le donne, infatti, guidano società soprattutto nei settori a prevalente trazione femminile, come istruzione e formazione (45%), ma anche alloggio e ristorazione (32%), mentre la femminilizzazione crolla nelle costruzioni 16% e nell’energia 17%. A livello territoriale, le regioni in cui la percentuale di amministratrici donne under 49 è più alta sono la Sardegna (31%) e la Sicilia (30%) dimostrando, secondo InfoCamere, la maggior propensione delle donne giovani all’autoimpiego in quelle aree del Paese in cui la disoccupazione totale e femminile è più alta. «Questi dati – aggiunge Ghezzi – servono a superare i pregiudizi con una base informativa granulare che consente di vedere dove persistono barriere su cui intervenire. La qualità del dato è un antidoto alla miopia decisionale, su cui costruire politiche basate sull’evidenza e non sulla percezione».
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