Catanzaro, il modello Asp per gestire i detenuti con patologie croniche
La gestione dei detenuti con disturbi psichiatrici presso la Casa Circondariale “Ugo Caridi” è diventata oggetto di discussioni. Il dibattito nasce dalle dichiarazioni del segretario dell’Osapp, Pasquale Montesano, espresse durante la conferenza stampa avvenuta nello stesso carcere, in occasione di un suo sopralluogo. Nel corso di una nostra intervista, Montesano ha parlato nel merito del sovraffollamento dichiarando: «Gestiamo (riferendosi alla Polizia penitenziaria, ndc) contemporaneamente detenuti ad alta pericolosità e persone con gravi disagi mentali senza strutture e supporti adeguati». La fotografia fatta dal segretario risulta infatti congrua alla relazione della presidente della Corte d’Appello, Concettina Epifanio, all’inaugurazione dell’anno giudiziario. In quella relazione questione del sovraffollamento nelle carceri del catanzarese nel 2026 risulta ancora «difficile» con un numero di detenuti e problematiche presentate in gran parte di essi (tossicodipendenza, malattie psichiatriche e appartenenza ad associazioni mafiosi) che «imporrebbe un adeguato numero di mediatori culturali».
Allo stesso tempo, se Montesano sottolinea la mancanze di «strutture e supporti adeguati» per i detenuti psichiatrici, sempre nella relazione della presidente Epifanio si legge che negli ultimi due anni, la Casa Circondariale di Catanzaro ha avuto «un notevole incremento di personale sanitario e di strumentazioni diagnostiche e tecnologiche avanzate». In particolare, per ciò che riguarda la salute mentale, l’Ugo Caridi rappresenta un’«eccezione» nel panorama italiano con 8 psicologi psicoterapeuti per 650 detenuti, 2 tecnici della riabilitazione psichiatrica e due specialisti in psichiatria a tempo pieno.
Il direttore della Sanità penitenziaria dell’Asp, Giulio Di Mizio, in una nota stampa ha infatti precisato: «Ad oggi, presso la Casa Circondariale “Ugo Cardi” sono detenute 722 persone, la maggior parte delle quali affette da patologie croniche. A queste assegnazioni, sia del Prap Calabria che del Dap Roma, l’Asp di Catanzaro risponde con un modello assistenziale mirato e sostenibile». Precisa inoltre: «Per quanto attiene al numero dei detenuti affetti da disturbi mentali, bisogna fare chiarezza nuovamente, e spostare la narrazione su profili scientifici e culturali, smettendola di definire psichiatrico colui il quale manifesta alterazioni del comportamento correlate a tratti di personalità antisociale». Di Mizio sottolinea infine: «I veri pazienti psichiatrici attualmente gestiti sono grosso modo 50, di cui 13 allocati presso la Sezione Atsm, in costanza di progetto riabilitativo, e altri seguiti nelle sezioni detentive dal personale da medici, psicologi e specialisti in psichiatria».
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