La risposta di Vibo alla ’ndrangheta. Il vescovo Nostro: “Segnale di speranza”
Nella stagione più cupa del Vibonese si sono accese le fiaccole; e giovedì sera, in centinaia hanno scelto di esserci: ogni lumicino, una presa di posizione, e ogni passo un “basta” alla lunga sequenza di intimidazioni criminali. Società civile, sindaci, imprenditori, famiglie, giovani, associazioni, rappresentanti delle istituzioni e di categoria: il territorio si è presentato compatto, senza esitazioni.
Nella fiaccolata, intrisa di emozione e preghiera, la comunità ha voluto imprimere un messaggio chiaro: i vibonesi onesti non arretrano, non si nascondono e non chinano il capo. A differenza della criminalità che colpisce nell’ombra, loro ci hanno messo la faccia; e sono arrivati dal capoluogo e dai comuni vicini per esprimere vicinanza agli imprenditori colpiti e ribadire un forte senso di comunità. Un lungo serpentone umano quello che si è snodato lungo la zona industriale alla periferia di Vibo, diventata l’epicentro delle ultime intimidazioni al tessuto produttivo, sino a raggiungere il Vibo Center.
In testa al corteo, il vescovo Attilio Nostro ha guidato la processione mariana aux flambeaux, col simulacro della Madonna a proteggere il cammino; e, oltre al sentimento religioso, la fiaccolata è diventata una risposta civile, ferma e perentoria. L’atmosfera non ha tardato a caricarsi di intensità, tra fede, devozione e brama di ritorno alla normalità.
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