Umbria

Variante Sud-Ovest Terni, De Rebotti: «Opera di assoluta preminenza ma servono fondi»

«Riaffermiamo il valore della variante Sud-Ovest di Terni che è stata inserita nel Defr 2026/28. Questo prova che non c’è intenzione di disperdere il patrimonio progettuale acquisito, ma anzi di finalizzarlo in un quadro di sviluppo coerente e strutturato rappresentando l’atto politico fondante con cui l’amministrazione riconosce l’intervento quale opera di assoluta preminenza e urgenza». Così l’assessore regionale Francesco De Rebotti intervenendo in consiglio a Palazzo Cesaroni in risposta a una interrogazione del consigliere Enrico Melasecche.

«Il livello di progettazione raggiunto – ha spiegato ancora De Rebotti – è stato sicuramente il frutto di una strategia volta a intercettare le risorse del Ministero, ma nessun finanziamento ancora è stato mai assegnato alla Regione Umbria. L’opera è stata sì classificata come opera a bandiera, ma tale status non è stato accompagnato da
atti ministeriali di formale concessione dei fondi. L’attuale amministrazione eredita, quindi, un’opera matura sotto il profilo tecnico, ma ancora scoperta sotto quello finanziario».

Illustrando la suddivisione dell’intervento infrastrutturale in tre lotti, l’assessore ha specificato che il primo stralcio funzionale corrispondente al lotto 1, dotato di un possibile finanziamento di 50 milioni, è stato completamente approfondito, portato a definizione e trasmesso al Ministero. «La scelta di questa Amministrazione – ha sottolineato – è quella di ridefinire l’ordine delle proprietà attuative, valorizzando il collegamento SS675 con la Flaminia ossia il raccordo E45 – Flaminia. Questa scelta non contraddice il lavoro svolto sul primo stralcio ma vi affianca una direttrice di pari rango strategico. L’analisi tecnica economica condotta nel corso del 2023 (che dovrà necessariamente essere oggetto di una profonda rivalutazione a causa dell’attuale
scenario dei costi energetici e dei materiali) ha evidenziato un fabbisogno finanziario di circa 97 milioni di euro per la realizzazione dell’intero intervento a fronte dei 50 milioni pre-assegnati. Lo scorso 8 aprile si è svolto un incontro formale con i vertici di Anas che ha segnato un punto di svolta. La nuova strategia mira a coinvolgere l’ente nazionale per il recupero della progettazione dell’ex terzo lotto della Terni-Rieti».

De Rebotti ha parlato quindi di una ridefinizione delle priorità: il collegamento E45 –
Flaminia, individuato come lotto 3 è il segmento su cui Anas ha un interesse diretto, in quanto completamento di una propria arteria. Il coinvolgimento dell’ente è una scelta tecnica ma anche politica per attivare investimenti nazionali su un nodo di rilevanza
extra-regionale. La variante sud-ovest è la spina dorsale infrastrutturale della Zes Umbria. Senza un collegamento efficiente fra l’E45 e il sistema produttivo della Conca Ternana, la zona economica speciale resta una cornice normativa priva del presupposto
fisico, con la variante diventa un perimetro realmente competitivo, accessibile e attrattivo per gli investimenti. «È questa – ha detto ancora l’assessore – la chiave di lettura che trasforma la richiesta di finanziamento. Non più una strada da finanziare, ma la condizione abilitante di una strategia di sviluppo. Collegando direttamente la E45 alla piastra logistica Terni-Narni, l’opera abbatte tempi e costi per le imprese dell’area, aprendo l’accesso al Polo di Pentima. Presentare la variante come bandiera Zes coesione significa portare al Ministero non un’opera isolata ma un disegno organico di rilancio dell’area di crisi complessa Terni-Narni. I 50 milioni di euro resi potenzialmente
disponibili dalla delibera Cipes del 2022 coprono il solo primo stralcio funzionale. Ciò che nel quadro economico figurava come uno stralcio interamente a carico regionale, può diventare un investimento di rilevanza nazionale sostenuto dal soggetto titolare di
questa infrastruttura. Il 26 maggio abbiamo l’incontro col Comune di Terni per adottare eventuali suggerimenti nella progettazione e nell’approfondimento del piano finanziario sul lotto 2».

Il consigliere Melasecche ha replicato: «Sembra che questa sia una delle poche grandi opere che vi abbiamo lasciato in eredità su cui l’assessore è d’accordo. Per la piastra logistica è necessario completare l’allaccio ferroviario e iniziare a lavorare per non farla diventare una cattedrale nel deserto, trovando i soggetti che la prenderanno in gestione».

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