Tunisia, ipotesi polo pubblico dell’olio dopo il crac Bioliva – Mondo Agricolo
Il dissesto di Bioliva Med Company,
uno dei maggiori esportatori tunisini di olio d’oliva, potrebbe
portare alla creazione di un nuovo polo a partecipazione
pubblica per recuperare gli asset del gruppo. Secondo una
ricostruzione di ItaliaOggi, il piano affiderebbe un ruolo
centrale alla Bh Bank, istituto a forte partecipazione statale,
attraverso la conversione di parte dei crediti in quote della
nuova società. L’esposizione complessiva di Bioliva, guidata da
Adel Ben Romdhane, sarebbe superiore a 200 milioni di euro. Il
caso esplose tra il 2024 e il 2025, quando l’azienda non riuscì
più a onorare gli impegni verso banche, produttori e operatori
commerciali. La crisi ha determinato procedure esecutive e aste
giudiziarie in Tunisia ed è arrivata anche al Parlamento
europeo. L’operazione non rappresenterebbe una nazionalizzazione
dell’intero comparto, ma il salvataggio sotto controllo pubblico
di una parte rilevante degli asset di Bioliva. Rafforzerebbe
inoltre la presenza dello Stato nella commercializzazione
dell’olio tunisino, settore nel quale opera già l’Office
National de l’Huile. Il progetto arriverebbe durante una forte
crescita dell’export: tra novembre 2025 e luglio 2026 la Tunisia
ha esportato 368.000 tonnellate di olio, con ricavi per 4,6
miliardi di dinari. Al momento, tuttavia, non risulta pubblicata
una decisione definitiva del governo sulla costituzione della
nuova società.
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